Il ‘caso’ Adiglietti alla prova del Consiglio

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Avellino – Giornata convulsa per il centrosinistra cittadino che nelle segrete stanze di Piazza del Popolo ha voluto confrontarsi per incasellare tasselli evidentemente saltati nel puzzle generale. Telefonate nervose che alla fine hanno fatto emergere la linea di un tavolo di verifica che vedesse insieme segretari e capigruppo della maggioranza. Il ‘dopo’ Adiglietti non è andato giù. ‘Accuse pesanti’ ma soprattutto ciò che ha fatto storcere il naso è il metodo usato. Sbagliato sbandierare quanto non va ai quattro venti. Sarebbe stato opportuno comunicare il tutto ad un tavolo politico. A confermalo proprio Enza Ambrosone: “Assoluta non condivisione del metodo utilizzato, né della sostanza espressa. I Ds sono parte integrante del centrosinistra pertanto sarebbe stato opportuno convocare il tavolo e approfondire le questioni. A maggior ragione per il momento delicato che sta vivendo la città: la criminalità. Così si innesca un ulteriore elemento di tensione che poi, tradotto nei fatti, oggettivamente fa venir meno la sostanza. Abbiamo chiesto la prima riunione che è servita ad esprimere le motivazioni ma c’è bisogno ancora di far maturare il dibattito. Noi siamo disponibili al chiarimento ma dobbiamo capire a cosa è finalizzato”. Dall’altra parte – Adiglietti e Barbaro si intende – nessun cedimento o mea culpa, semplicemente ‘un modus operandi che va corretto’ e tra l’altro ‘portato all’attenzione troppe volte’ ma rimasto lettera morta. Minuti infuocati e voci grosse si sono udite nei corridoi della Casa comunale. Contestazioni e accuse che hanno visto muro contro muro Enza Ambrosone capogruppo e segretario cittadino della Margherita, il sindaco Pino Galasso e naturalmente il segretario cittadino della Quercia Gerardo Adiglietti. Toni accesi nel corso della riunione dei capigruppo e segretari cittadini anche per individuare il percorso da seguire. Sulla vicenda lo Sdi, nella persona di Mattia Trofa, preferisce non commentare; l’Udeur, invece, con Pino De Lorenzo, prende atto della situazione e aggiunge: “Abbiamo bisogno di riprendere la discussione, di un chiarimento interno al partito. E, nel ribadire il mancato coinvolgimento dell’Udeur sulle questioni importanti, chiediamo una linea di demarcazione rispetto al passato. Noi siamo corretti, leali ma non obbedienti”. Alla fine uno scontro-incontro nel quale sembrano essersi palesate le difficoltà della macchina amministrativa che, secondo Adiglietti & Co., richiederebbe un mini riassetto dell’apparato burocratico. Una risposta che già il primo cittadino sembra aver anticipato con la richiesta di una relazione da parte del direttore generale Ugo Andreotti. Intanto in serata la questione politica si sposta in seno alla pubblica assise che dopo aver palesato la solidarietà al capogruppo di Libera Città Antonio Gengaro, per l’atto intimidatorio che lo ha visto ‘vittima’, viene sospesa su richiesta del sindaco per cinque minuti. Invertito l’ordine del giorno, oggi le interrogazioni sulla situazione politica. (t.lomb.)

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