Il Capo della Polizia Manganelli:”Un anno straordinario” (Foto)

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A sei mesi dall’inaugurazione della nuova sede provinciale dell’Anps (Associazione nazionale Polizia di Stato) e per onorare la memoria di Ciriaco Di Roma, eroica Guardia di Sicurezza, originaria di Taurasi, morto tragicamente in un agguato trent’anni fa, il Capo della Polizia Antonio Manganelli è tornato questa mattina nella sua Avellino. Un incontro molto sentito dalle Forze dell’Ordine e dallo stesso Numero Uno della Polizia, soprattutto per il legame che il territorio ha con la sua figura. Accolto dal picchetto d’onore presso la Questura, Manganelli ha ricordato commosso Di Roma, il tutto sottolineato dal silenzio suonato mestamente, e poi ha incontrato Forze dell’Ordine e giornalisti nella sala riunioni.
Ad aprire la conferenza stampa è stato il Questore Sergio Bracco che ha salutato l’uditorio: “Siamo onorati di avere qui il Capo della Polizia Manganelli. La sua figura è un punto di riferimento insostituibile per il nostro territorio. L’Anps ha attraversato dei momenti difficili ma, adesso, anche grazie ai suoi 215 iscritti, è tornata a ricoprire un ruolo fondamentale nel nostro scacchiere. Gli sforzi, l’impegno e il sacrificio di tutti, ora più che mai, appaiono fondamentale”.
A seguire, l’intervento del presidente provinciale dell’Anps, Ispettore Superiore Perrone: “A sei mesi dall’inaugurazione della nuova sede, avere qui il Capo della Polizia Manganelli rappresenta una gratificazione per tutta la Pubblica Sicurezza che, sotto la guida sapiente del questore Bracco, prosegue giornaliermente nel proprio impegno.

FOTOGALLERY Il Capo della Polizia Manganelli ad Avellino

L’Anps ha cercato quanto più possibile di radicarsi sul territorio e di far sentire la propria presenza, ecco perché siano stati sempre partecipi con picchetti durante le manifestazioni più importanti che si sono svolte in provincia”.
A chiudere l’incontro lo stesso Manganelli che, visibilmente emozionato, ha “raccontato” quest’anno che sta per finire, ricordando i successi delle Forze di Polizia e la necessità di una collaborazione con la società civile per mantenere e aumentare la pubblica sicurezza: “A differenza del passato, quando il cittadino era quasi timoroso nei nostri confronti, oggigiorno si pretende sicurezza così come si chiede qualità nel settore dei trasporti e della sanità. Per raggiungere un livello ottimale, però, è importante che venga curata anche quella che viene definita “sicurezza urbana”. Se un parco – ha spiegato Manganelli – viene lasciato al buio, aperto ed incustodito durante la notte, può favorire la prostituzione e lo spaccio di droga. Ecco perché abbiamo chiesta ai sindaci di occuparsi anche di questo aspetto amministrativo e di guidare la polizia locale affinché le città diventino meno “nascoste”. Creati questi presupposti, che scongiurano o quantomeno non favoriscono il perpetrarsi di crimini, le Forze di Polizia possono controllare con più faciltà il territorio”.
Un impegno condiviso, dunque. E’ questo l’auspicio di Manganelli che, comunque, parla di un “anno straordinario” sotto il profilo della sicurezza. E lo fa portando all’attenzione della platea una percentuale significativa: “Durante il 2011, sono state organizzate quasi 10mila manifestazioni di protesta in tutta Italia. Ebbene, solo nell’1,6% dei casi si sono verificate frizioni o “effervescenze” tali da indurre la Polizia ad intervenire. Stiamo parlando di un numero irrisorio di casi che “parla” da solo e dimostra che, a prescindere dalla crisi che avanza, dall’esasperazione della gente che perde il lavoro o che fatica a trovarlo, gli italiani mantengono un atteggiamento civile e che la Digos, attraverso il suo incessante lavoro di mediazione e negoziazione tra le parti, riesce dell’intento di mantenere l’ordine pubblico”.
Nel chiudere, infine, Manganelli parla anche un mutato atteggiamento degli investigatori, figlio dei tempi e dei cambiamenti generazionali che si sono verificati ai vertici della malavita organizzata: “A differenza del passato, quando gli investigatori puntavano dritti all’arresto e alla cattura del soggetto sul cui caso stavano lavorando, oggi si cura molto “l’aggressione al bene”, ossia il sequestrare gli immobili o il denaro accumulato da un’associazione a delinquere. In questo modo si “tagliano le gambe” di un’organizzazione che, per forza di cose, deve innanzitutto avere una potenza economica non indifferente. Discorso che si rafforza vista la natura dei nuovi boss della malavita che, a differenza di un tempo ormai lontano, hanno molte più debolezze, come la tossicodipendenza e un’indole violenta, che li rende più facilmente ricattabili e meno potenti”.
Infine, dopo aver parlato di immigrazione e della necessità di creare finalmente integrazione tra gli italiani e i rifugiati politici, Manganelli ha visitato la sede dell’Anps provinciale.
(di Attilio Alvino)

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