Scelto il candidato sindaco, adesso bisogna definire il perimetro del campo largo, al momento ancora stretto a sinistra. È partito da qui l’interpartitico andato in scena nella sede provinciale del Partito Democratico di via Tagliamento, ad Avellino, convocato per provare a dare forma politica e organizzativa alla coalizione progressista attorno al nome di Nello Pizza.
Si è trattato di un passaggio non secondario anche sul piano del metodo, perché l’interpartitico si è riunito dopo diverso tempo. Nei giorni scorsi, infatti, le riunioni erano rimaste ristrette al solo Pd, impegnato a trovare una sintesi interna su un candidato unitario. Solo dopo una scelta tutt’altro che facile, che ha fatto registrare anche le dimissioni dalla Direzione provinciale del Pd di Antonio Gengaro, ultimo candidato sindaco del campo largo, il confronto è stato nuovamente allargato. Oltre al Partito Democratico, erano presenti Noi di Centro, il Movimento Cinque Stelle e Casa Riformista. Presente anche Avellino Prende Parte, mentre era assente, come già annunciato, Controvento. Assente anche Sinistra Italiana, che chiede ancora tempo prima di ratificare ufficialmente la candidatura del penalista avellinese, già segretario provinciale dei Democratici. A via Tagliamento era presente anche lo stesso Nello Pizza, anche se non ha rilasciato dichiarazioni ai cronisti.
A ribadire la linea del Pd è stato il segretario provinciale Marco Santo Alaia: “Il campo largo si deve fare. Lo vogliamo tutti a livello provinciale, sebbene qualcuno abbia qualche sfumatura diversa. Noi confidiamo che tutte le forze politiche e tutte le associazioni di riferimento del campo progressista convergano sulla candidatura di Nello Pizza”, ha assicurato.
Alaia ha poi sottolineato che sono già in corso interlocuzioni per evitare strappi e tenere insieme tutte le componenti dell’area progressista. “Ci sono già iniziative in corso per tenere tutti dentro. Prima ho fatto riferimento alle sfumature: noi stiamo parlando dell’‘adornare’, non del ‘disadorno’. C’è tutta la buona volontà di essere anche un modello di proposta amministrativa per come riusciremo a costruirla”.
Nel suo intervento il segretario provinciale ha affrontato anche il tema delle dimissioni di Antonio Gengaro dalla Direzione provinciale del Pd, provando a ricondurre tutto nell’ambito del confronto democratico interno. “La direzione è un organismo che si pronuncia democraticamente. Abbiamo apprezzato il senso di responsabilità con cui Francesco Todisco ha dato spazio alla candidatura di Nello Pizza. Il nome di Nello è passato con l’unanimità dei presenti che hanno preso parte all’indicazione”, ha puntualizzato.
Poi un appello esplicito anche all’esterno del partito, e in particolare alla stampa: “Riteniamo che debba finire il tempo delle interpretazioni divisive, anche da parte della stampa. Vi chiedo di guardare al Partito Democratico come a un partito nel quale si ragiona, pur con una pluralità di vedute. È rimasto uno dei pochi partiti in cui c’è discussione e la capacità di fare sintesi deve essere messa in evidenza, non diventare oggetto di divisioni. Vi rivolgo quindi un invito formale a dare una narrazione di noi per come la meritiamo”.
Nel ragionamento del Pd rientra anche il passo indietro di Walter Giordano: “Il consenso elettorale, la partecipazione e il coinvolgimento, quando si è candidati, si chiedono a tutti. Non farà eccezione Walter Giordano, a cui siamo comunque grati per aver indicato, già qualche settimana fa, la strada del centrosinistra e non altre”, ha detto Alaia.
Tra gli elementi nuovi della riunione c’è stato anche il debutto al tavolo di Francesco Iandolo per Avellino Prende Parte: “È stata una fase che non ci ha visto coinvolti. A questo punto il dibattito sul nome non ci interessa più. Quello che vogliamo capire questa sera è il perimetro della coalizione: se ci sono le condizioni politiche per poterne far parte. Piuttosto che leggerlo dalle cronache, siamo venuti di persona per esprimere la nostra posizione, che da un lato è sicuramente critica rispetto al percorso fatto fino a oggi, ma dall’altro fa uno sforzo in più: assume la responsabilità di cercare una sintesi, evidentemente necessaria per la città. È normale rispettare il dibattito interno alle altre forze e fare tutti uno sforzo per creare le condizioni politiche affinché il campo largo resti unito, perché la città ne ha bisogno. A fronte di altre posizioni, si vedrà, ma siamo convinti che fino all’ultimo bisognerà fare tutto il possibile per andare insieme alle elezioni”.
Su Pizza, inoltre, Iandolo ha espresso una valutazione positiva sul piano politico e personale, pur senza sciogliere ancora la riserva definitiva. “Pizza è un candidato valido. Ha dimostrato attenzione non solo nelle sue ultime interviste, ma anche negli anni di segreteria, partecipando a tutte le nostre iniziative e a quelle delle realtà sociali che compongono la nostra area. È un’attenzione che non è scontata in politica e che non abbiamo visto da altri. Ripeto, però: oggi non diremo né sì né no alla candidatura. Ascolteremo le evidenze, perché i percorsi passati ormai sono stati fatti. Noi siamo qui per aprire una nuova fase e speriamo che ci siano le condizioni per farlo”.
A frenare, almeno per il momento, resta invece Sinistra Italiana, sulla cui posizione si è espresso anche Luigi Tuccia dei Verdi, che ha invitato ad attendere l’esito del confronto avviato dagli alleati di Avs. “Bisogna attendere la decisione che emergerà dal confronto che Sinistra Italiana sta avendo con i propri iscritti e simpatizzanti. Ciò non toglie che noi vediamo di buon occhio l’apertura e il lavoro nel campo largo. Tuttavia, in base alla decisione che verrà presa questa sera, ci confronteremo tra Verdi e Sinistra Italiana e decideremo il da farsi”.

