IdV – D’Addesa: “Le coalizioni non sono sommatorie elettorali”

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In vista delle elezioni del prossimo giugno, giunge l’intervento di Erminio D’Addesa dell’Italia dei valori: “Le elezioni del prossimo giugno sono più che mai l’argomento di attualità, oggetto di dibattito e di discussione. Si parla di alleanze, anche nuove, anche se non si mette in campo alcun progetto, alcun programma che veramente interessi la gente ed i territori dell’Irpinia. E’ una sfida tra schieramenti ancora in fase di assemblaggio; schieramenti il cui fine principale è quello di rafforzare e perpetuare il potere di una classe politica che ha dominato l’Irpinia per tantissimi anni. Il successo di uno schieramento e dell’altro sembra sia legato alle scelte di alleanza che il Centro di De Mita andrà a fare anche se ormai l’orientamento di questo raggruppamento, seppur all’interno dell’Udc, è quello di correre con il Pdl; ovviamente è difficile comprendere questa scelta praticata da chi all’interno della vecchia Democrazia Cristiana ha rappresentato la Sinistra di Base e privilegiato il rapporto politico e culturale con il Pci. L’approdo dell’on. De Mita nel Pdl sarebbe il completamento di un percorso iniziato anche dai ‘basisti’ meridionali verso il centrodestra e che ha visto protagonisti Gargani, Sanza, Pisanu, Zecchino a differenza dei ‘basisti’ del Nord, specialmente quelli lombardi, che sono rimasti ancorati ad un filone politico e culturale progressista. Anche all’interno di AN c’è vivacità e assunzione di posizioni diverse rispetto all’alleanza con il Centro di De Mita e non desta meraviglia la scelta di Ettore De Conciliis di appoggiare la scelta di questo accordo in quanto già praticato ed attuato al momento delle ‘dimissioni corali’ per far cadere la Giunta De Simone in Provincia. Evidentemente, con una buona dose di realpolitik, De Conciliis ritiene importante la dote elettorale dei demitiani ed è pertanto convinto della convenienza di questo matrimonio. L’Irpinia è ostaggio di questa situazione, molto pericolosa dal punto di vista economico e sociale, e questa classe politica provinciale, ormai vecchia nei metodi e nelle idee, non propone niente di nuovo mentre il Mezzogiorno è completamente fuori dall’agenda del Governo Berlusconi e la Provincia di Avellino e le zone interne della Campania sono sempre più marginali rispetto alle scelte ‘napolicentriste’ portate avanti dalla Giunta Regionale del Presidente Bassolino. Tutto ovviamente è nella mani del popolo irpino che deve ribellarsi in maniera democratica ma decisa a questo sistema di potere che ha impoverito il nostro territorio ed ha reso tristi le genti che lo abitano con una politica che non ha creato le premesse per lo sviluppo ma che ha mortificato la dignità delle persone. Per quanto riguarda il centrosinistra e la ricerca delle alleanze possibili per la Provincia e la città capoluogo tutto è in alto mare anche perché il Pd è interessato e quindi distratto da altre cose e si aspetta un miglioramento meteorologico, politicamente parlando, della situazione. Ovviamente i potenziali e naturali alleati del Pd richiedono discontinuità rispetto alle scelte ed anche a chi deve guidare le coalizioni ma soprattutto pretendono ‘pari dignità’. Le coalizioni, infatti, non possono e non devono essere sommatorie elettorali e la pratica della ‘conventio ad exludendum’ verso gli alleati minori, sull’attuazione del programma in caso di successo elettorale, deve essere esclusa a priori altrimenti è preferibile per tutti correre separatamente alla prossima campagna elettorale.”

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