Roma – “L’onorevole D’Antoni deve spiegare perchè il suo partito oggi non ha votato a favore dell’emendamento con il quale il Governo si e’ impegnato a destinare al Mezzogiorno l’85% dei fondi FAS. Deve spiegare ai cittadini del Sud la ragione per la quale lui e il suo partito hanno votato contro gli interessi del Mezzogiorno”. Così Arturo Iannaccone attacca l’esponente del PD Sergio D’Antoni. “Questo comportamento la dice lunga sulla vocazione meridionalista di D’Antoni e del suo partito che con disinvoltura sconcertante hanno votato contro gli interessi del Mezzogiorno per mero calcolo politico. L’emendamento approvato su iniziativa del Mpa, consentirà al Sud di aprire una fase di grande sviluppo attraverso notevoli investimenti, senz’altro di gran lunga superiori a quelli posti in essere dal fallimentare Governo delle sinistre”. “Certamente siamo consapevoli che per risolvere la questione meridionale occorra una buona classe dirigente, ma rispetto ai cento uomini d’acciaio, cui faceva riferimento il meridionalista Guido Dorso, noi riteniamo che in questo solco si inserisca a pieno titolo il presidente della Sicilia, Lombardo, che sta portando avanti un grosso sforzo di buon governo e contemporaneamente un’azione di risanamento e di sviluppo. Siamo convinti che infrastrutture e federalismo fiscale, voluti da questo governo, possano consentire il rilancio del Sud. D’Antoni, evidentemente, non appartiene a questi cento “uomini di acciaio” e, alla luce di quanto è successo oggi, non vi appartiene nessun esponente del PD”.
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