I tornelli e la Provincia: chi lavora non si oppone, i fannulloni?

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“Uno sbaglio madornale. Uno schiaffo ai dipendenti”. Non appena a Palazzo Caracciolo sono iniziati i lavori per i tornelli, si è sollevata la polemica. Furibondi i dipendenti, ci mettono lo zampino pure i politici. Che c’è di male regolarizzare ingressi e uscite così come si fa in tante parti del mondo? Il temibile ex ministro Brunetta lanciò la sfida ai fannulloni: impedire ai dipendenti pubblici di fare la spesa durante l’orario di lavoro o di scendere a prendersi un cappuccino a metà mattinata, fumandosi magari una sigaretta. Decise così di introdurre i tornelli all’ingresso degli uffici pubblici perché “si continua ad abbandonare l’ufficio tornando con le buste della spesa”, insomma si continua ad assentarsi dal lavoro e chi lo fa “toglie un servizio alla povera gente”. Ma se i dipendenti della Provincia non si sentono inclusi in questa categoria, poiché il loro lavoro lo svolgono con diligenza e dedizione, inutile protestare. Dalla parte della ragione, passerebbero dalla parte del torto e sotto sotto farebbero venire pure il dubbio. E la politica dell’opposizione subito si è mossa a difesa del no al tornello. Franco Russo, consigliere del Partito Democratico solleva una serie di interrogativi:”l’Ente si è premunito di tutti i regolari permessi per l’installazione dei tornelli in palazzi storici adibiti ad uffici della Provincia, gli uffici dell’ente sono muniti di dipendenti che eseguono il servizio di vigilanza e guardiania; quindi l’accesso agli uffici da parte del pubblico è controllato. In caso di calamità naturali o di eventi che comportino una evacuazione di massa è stata predisposta un’uscita di emergenza adeguata e garantita l’uscita in sicurezza di molte persone contemporaneamente?; esiste da anni in Provincia il rilevamento automatico con tesserino personale dei dipendenti, che a mio avviso, sono delle persone perbene e rispettose di regole e ruoli. Infine sorge spontanea una riflessione: in tempo di crisi economica come quella in cui versa la nostra Provincia e l’Italia intera non è indispensabile spendere risorse economiche in questo modo; l’installazione dei tornelli a me sembra un eccesso. L’importo necessario per la realizzazione di tale manufatto, a mio parere, poteva essere speso in altra maniera e mi viene spontaneo suggerire alla giunta di fare uno sforzo e dare un po’ di ossigeno alla cooperazione sociale che, in Irpinia sta morendo”.

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