I medici irpini invocano la meritocrazia: appello alla politica

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Avellino – Gli operatori della sanità irpina, insieme all’Ordine dei medici di Avellino e ai principali sindacati di categoria, si mobilitano contro la delibera regionale “asl-uno-centrica” datata 30 marzo 2007, chiedendo ai politici del territorio di battersi in nome della “meritocrazia”. E’ quanto ribadito in sede di conferenza stampa presso la sede di via Circumvallazione con il Dr. Nicola Acone, direttore Unità operativa di malattie infettive in seno all’Azienda ospedaliera Moscati -in qualità di segretario regionale Anaao Assomed (Associazione medici dirigenti)-, il presidente dell’Ordine, Dr. Antonio D’Avanzo, e il segretario generale Anaao, Dr. Vincenzo Arbucci. Presenti anche numerosi operatori di aziende ospedaliere e sanitarie, nonché esponenti della ‘medicina del territorio’, universo che ingloba medici di base, guardie mediche e 118. Oggetto del confronto: il Piano di rientro messo in campo dalla Giunta Bassolino e dall’assessorato Montemarano per curare il deficit sanitario campano con regole precise su assunzioni e fondi.
Una ricetta che, secondo i camici bianchi irpini, “penalizza” proprio quelle realtà campane, come la nostra e quella sannita, che -dati alla mano- dimostrerebbero di avere gestito con maggiore efficienza il proprio lavoro, mettendo “davanti agli sprechi” lo spirito di “sacrificio e abnegazione” e raggiungendo così “un bilancio in parità”.
Sarebbe il caso del San Giuseppe Moscati di Avellino, del Landolfi di Solofra, ma anche di altre aziende ospedaliere e sanitarie campane e del Cardarelli di Napoli. Esempi definiti ‘virtuosi’ di contro al primato della ‘maglia nera’. Quella della Asl Napoli 1, additata come “madre dei debiti sanitari della Campania”.

La città ospedaliera
“Una delibera non semplicemente napolicentrica ma aslunocentrica – commenta il Dr. Acone –, distruttiva per l’Irpinia, non così per Napoli, che va assolutamente modificata”. Dunque, un intervento energico è quello che si chiede a tutti, “politici irpini in primis”. In particolare il riferimento va al blocco delle assunzioni (anche ai concorsi in itinere) e alle restrizioni del turn over laddove si prevede l’ingresso di un medico nuovo ogni dieci che vanno in pensione, mentre per il personale paramedico il rapporto è di uno a quattro. “Una prospettiva difficile per chi, come l’azienda Moscati, ‘ragiona’ in parità di bilancio avendo davanti i lavori di realizzazione della Città ospedaliera. Mi sarei aspettato – conclude Acone – una levata di scudi da parte dei politici locali”.

Le Asl irpine
Ma anche per le aziende sanitarie l’impossibilità di coprire posti vacanti come medici e infermieri rappresenta un gap: “Negli ospedali di Asl ci sono ancora più problemi per il minore personale presente – spiega il Dr. Onorio Nargi della Asl Av2 -. Qualche ospedale corre il rischio di chiudere. Di fronte alla centralità napoletana le province soffrono. Invece di crescere e dare servizi all’utenza per questi blocchi regionali saremo costretti a tornare indietro, agli anni ‘90”. Il problema dunque è: “Chi ha sperperato si trova risorse in entrata. Chi si è sacrificato no”. Poi il dubbio: “Forse dovevamo sperperare?”. Infine, da parte sindacale si avanzano due “irrinunciabili” proposte in deroga alla delibera: distinguere le aziende in pareggio di bilancio e quelle alle prese con costruzioni importanti, come la città ospedaliera, per le quali prevedere percorsi diversi. “Altrimenti – avverte il segretario generale Anaao, Dr. Arbucci – si ridurrà la qualità del servizio offerto alla popolazione e si renderà impossibile aprire con efficacia al nuovo polo ospedaliero”. Dunque: meno occupazione, meno servizi, meno sviluppo.

E… il medico del territorio
La voce della medicina del territorio, il prossimo 27 aprile in sciopero, appesantisce ancora di più le tinte del quadro: “Siamo costretti a curare i nostri pazienti con 90 centesimi al giorno, essendoci stato imposto un budget di 181 euro annui per mutuato – dichiara il medico di base, Michele Roberto -. Eppure noi irpini siamo sempre stati medici virtuosi. Cosa diremo allora ai nostri pazienti? Se togliamo risorse alla medicina della famiglia – conclude Roberto – la gente sarà costretta a rivolgersi agli ospedali…già in collasso”. Una ‘battaglia’, dunque, che non ha faticato a mettere insieme, sotto l’ombrello dell’Ordine professionale, tutte le realtà e le sigle mediche del territorio, che intanto si preparano al contrattacco: in programma ci sono infatti iniziative intersindacali, proteste e scioperi. (di Antonietta Miceli)

Alcuni punti della delibera

-Le dotazioni organiche delle aziende sanitarie regionali sono provvisoriamente rideterminate in misura pari ai posti coperti dal personale in servizio al 31 dicembre 2006
-E’ fatto divieto con effetto immediato alle aziende sanitarie regionali di assumere personale a tempo determinato a qualsiasi titolo comprese altre forme di lavoro flessibile per gli anni 2007, 2008 e 2009
-E’ fatto divieto alle aziende sanitarie di bandire nuovi concorsi e assumere nuovo personale a tempo indeterminato (prima di aver attuato processi di riordino e accorpamento di strutture e/o trasferimento ed unificazione di funzioni, Dgrc n. 3513/01…)
-E’ fatto divieto alle aziende sanitarie regionali di pubblicare nuovi concorsi prima di aver acquisito motivato parere positivo con delibera di Giunta regionale

Delibera regionale 30 marzo 2007-04-23. Tabella: effetti complessivi degli interventi descritti in rapporto agli obiettivi di riduzione dei costi tendenziali
Modalità riduzione costi 2007 2008 2009
Intervento 2.a Blocco turn over anno 2007 147 226 228
Intervento 2.b Riduzione dei fondi della contrattazione integrativa in linea con la riduzione delle consistenze organiche 16 18 20
Intervento 2.c Riallineamento risorse competenze accessorie alla media regionale 66 68 70
Totale interventi (in milioni di euro) 229 312 318

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