I media e quel “marasma” che oggi si chiama Noi Sud

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Qualcuno parla di “assalto alle poltrone”. Altri di “negazione dell’autonomia decisionale”. Certo è che la bufera scatenata oggi più che in altri giorni da Noi Sud ha solo tracciato il perimetro di quello che potremmo definire caos. La posizione dei consiglieri, sostenuti dal segretario nazionale e dal consigliere regionale, è ormai fin troppo chiara. Così come è palese l’intenzione dei due assessori di non abbandonare l’esecutivo. Quello che verrà appare a questo punto quasi scontato. Ma a sorprendere è il susseguirsi di eventi che, ad occhi vigili, appaiono poco lineari ed in alcuni casi sin troppo contraddittori. Certo cambiare opinione, il più delle volte, è sintomo di intelligenza. Ma cambiarla in due ore e dopo un rimpallo di accuse, recriminazioni e gesti clamorosi, è ugualmente indice di saggezza?
La bufera tra i ‘vertici’ è un capitolo, più difficile è cercare una sezione appropriata dedicata a chi, dopo aver espresso solidarietà all’uno, cambia idea, smentisce o si schiera dalla parte dell’altro.
E forse la definizione più azzeccata è proprio quella fornita dal segretario Iannaccone che, seppur a diverso proposito, ha parlato di “marasma”. Uno sfascio di cui è ancora difficile comprendere appieno i reali motivi e che alimenta di ora in ora dubbi su quello a cui effettivamente aspiri la politica.
Appare quasi naturale chiedersi fino a che punto una polemica tutta istituzionale possa travolgere aspetti del partito assolutamente estranei all’accaduto. Ed ancora più paradossale è prendere atto del fatto che in realtà, in tutta questa baraonda, la politica centri ben poco.
In molti casi, soprattutto delicati come questo, il silenzio sarebbe un compagno più opportuno rispetto allo sbandierare ai quattro venti posizioni che in realtà si dileguano con la stessa facilità della neve al sole. Insomma, ben venga il confronto. Ma quando non ha nulla di costruttivo sarebbe più opportuno dedicarsi ad una analisi accurata dei fatti e poi esprimere il proprio parere senza necessariamente dover alimentare quella che agli occhi dei più oggi appare una guerra tra bande.
L’immagine fornita nelle ultime ore all’opinione pubblica non rende merito alle intelligenze che hanno partecipato alla costituzione del partito. E attualmente l’aspetto più facile da cogliere è quello del ‘tutti contro gli assessori’. Ma in questi casi, si sa, il più delle volte il ‘martire’ diventa ‘eroe’. E a renderlo tale, almeno oggi, ci hanno pensato, guarda un po’, proprio i suoi ‘avversari’.
E se queste sono le premesse di un partito piccolo ma pieno di dignità e alla ricerca di un adeguato radicamento sul territorio, viene in mente una storiella raccontata qui in Irpinia: c’era una volta in quel di Monteforte un circolo territoriale di Mpa che ben presto, e con l’evoluzione della politica locale, divenne Noi Sud. Di quel circolo, oggi, non resta che una piccola insegna sbiadita, le chiavi sono state consegnate al proprietario all’indomani delle elezioni regionali e di quel ‘regno’, un tempo colmo di vita, resta oggi solo polvere e qualche tavolino capovolto.
Morale della favola?… Noi Sud si riappropri della sua dignità politica e consegni all’opinione pubblica la giusta immagine dell’alto spessore delle persone che lo compongono. Tutto il resto è solo polvere.

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