Hirpinia, alla scoperta del lavoro letterario di Domenico Cambria

Hirpinia, alla scoperta del lavoro letterario di Domenico Cambria

19 Novembre 2020

La recensione di Annamaria Picillo: “Ancora un interessante lavoro letterario per Domenico Cambria, autore della pubblicazione “Hirpinia”, un approfondimento della sua precedente ricerca storica “Hirpinia il Sannio Ritrovato”. Un testo che ha lo scopo di mettere in evidenza i reperti rinvenuti in questi ultimi anni di lavoro, lungo la costa che va da Bagnoli a Nusco e che -come lo stesso autore ribadisce- non vuole essere assolutamente di compendio agli altri, né che intenda prevaricare studi condotti da eminenti cultori, ma che abbia lo scopo di aprire un ampio spiraglio ai fini di una ricerca più dettagliata. Irpino di nascita e appartenenza, Domenico Cambria, non è uno storico di professione, ma un appassionato scrittore della storia locale. È un geometra che ha svolto il suo servizio presso l’Università in Scienze Forestali” e presso l’Accademia Forestale di Firenze. Ambienti che gli hanno consentito di conoscere meglio, non solo i maggiori aspetti della sua professione, bensì quelli umani e culturali. Autore di varie pubblicazioni, negli anni ha condotto una intensa attività di ricerca, affrontando un argomento specifico che gli è molto caro sotto diversi punti di vista e per differenti ragioni, tutte riconducibili all’amore che ha per il suo territorio che seguita a portare avanti con lo stesso spirito di sempre. Questa sua nuova fatica letteraria, si configura essere, attraverso reperti, fonti orali, testimonianze e nella sua ricca articolazione, di notevole interesse, un valore aggiunto che contribuisce a diffondere la conoscenza della storia locale. Oggi che sempre più spesso si sente parlare di luoghi che rischiano di essere cancellati e stravolti nell’appiattimento del territorio e che con il passare del tempo sono proprio gli uomini a cancellare, restituire alla memoria collettiva di una comunità la loro identità originaria è un patrimonio ingente, di solidarietà e di umanità, che l’autore ricalca per alimentare la curiosità e coinvolgere affinché non si dimentichino le tracce del passato”.