Guidonia – La doppia vita dei sei fermati per stupro

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Roma – Muratori di giorno, belve di notte. I quattro rumeni arrestati per lo stupro di Guidonia, e i due amici che hanno tentato di aiutarli nella fuga, fino a ieri erano, per la Giustizia italiana, sei perfetti sconosciuti. Il più giovane ha 20 anni, il più grande 23. Uno di loro ha confessato, ma per la conferma definitiva delle responsabilità si attendono i risultati delle indagini dei Ris sulle tracce biologiche lasciate nell’auto dove è avvenuta della violenza. Provengono da regioni diverse della Romania e non è ancora chiaro quale relazioni li abbia collegati l’uno all’altro nel tentare l’avventura in Italia. I nomi dei sei fermati non sono stati divulgati dal Comando Provinciale dei carabinieri. In Italia i sei, qualunque sia stato il rapporto che li ha legati in precedenza, erano diventati una banda. I due che vivevano da più tempo a Guidonia hanno una casa definita dai carabinieri ‘rispettabile’ ed entrambi una compagna. Le donne sono anche loro sotto inchiesta per favoreggiamento. Ma nessuno dei vicini fino a ieri avrebbe sospettato che il gruppo avesse una doppia vita. Intanto ieri è esplosa la rabbia della folla all’uscita dalla stazione dei carabinieri di Guidonia dei sei fermati per lo stupro: da parte di alcuni cittadini c’è stato un tentativo di linciaggio. Al grido di ‘Maiali, bastardi’, decine di persone hanno tentato di aggredire il romeno scortato dai carabinieri fino alla gazzella. L’auto dei militari è stata colpita dalla folla con ombrelli, calci e pugni.

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