Guardia L. – Riapertura CIMA, la nota di Rossi

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Guardia L. – “Nuove scosse di terremoto sono state avvertite in Alta Irpinia, nella zona del cratere, devastato nelle cose e negli affetti dal sisma del 23/11/1980, ma nessuna scossa politica- amministrativa avviene, dalla Regione Campania, per la riapertura del CIMA con sede in Sant’Angelo Lombardi”. Così in una nota Luigi Rossi, consigliere comunale a Guardia Lombardi.

“Il Cima è una struttura che si occupa di monitoraggio e di controllo dei rischi ambientali, in particolare quello sismico, ma è anche un centro di supporto alla Protezione Civile; destinare, quindi, risorse per intenti di messa in sicurezza e riqualificazione dei territori è necessariamente importante, per fronteggiare in maniera tempestiva ed efficace situazioni di emergenza. L’assessore regionale alla ricerca scientifica Trombetti assicurò le amministrazioni locali che già nel bilancio 2011 avrebbe reperito le risorse per far riprendere il funzionamento del CIMA di Sant’Angelo dei Lombardi, seguito, immediatamente, dalle dichiarazioni del consigliere regionale Nappi il quale definì stucchevoli le polemiche nei confronti dell’attuale governo regionale ed assicurò la non soppressione del centro definendolo una struttura di eccellenza, ma ad oggi le promesse sono rimaste vane. Alla Regione Campania costava e costa soltanto 250 mila euro l’anno sostenere il Cima e con questa somma esigua è stato, ad oggi, condannato alla chiusura l’unico presidio scientifico regionale in grado di contribuire a fornire dati ed informazioni utili per mitigare i rischi naturali ed ambientali. Noi, amministratori locali della provincia di Avellino, riteniamo che il CIMA debba riprendere ad operare promuovendo ricerca, alta formazione e controllo del territorio. Preso atto, infine, che la Regione Campania continua ad essere matrigna, ingannando con false promesse le nostre popolazioni, abbiamo cercato di sopperire a questa grave mancanza istituzionale proponendoci ed attivandoci costituendo un partenariato tra i Comuni dell’Irpinia. Quello che si è profilato è sicuramente un percorso non facile ma il progetto si caratterizza come una proposta concreta che andrà a costituire, sicuramente, una piattaforma programmatica di convenzioni tra enti scientifici, territori e privati. Il mio plauso va a tutte quelle amministrazioni che, con spirito di sacrificio ma orgogliose di rivendicare un sostanziale impegno per i nostri territori, hanno aderito all’iniziativa”.

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