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L’azienda che subentrerà a Fiat nel controllo della Irisbus, secondo quanto si è appreso, dovrebbe – ma il condizionale è d’obbligo – ufficializzare la propria posizione alcuni giorni prima del tavolo al Mise; dell’azienda si sa però che è un gruppo italiano del centro nord, operante nel settore degli autotrasporti e pronto, pare, ad investire somme sostanziose per nuove prospettive d’assunzione in Irisbus. La trattativa tra Fiat, nuova azienda e Ministero, infine, starebbe andando avanti già da diversi giorni.
Capitolo esodati. Saranno circa 200 gli operai della Irisbus che rientreranno nel decreto Esodati. “Così come riferito dal ministro Fornero a margine dell’ultimo tavolo convocato a Roma con i sindacati, anche le tute blu di Irisbus e Termini Imerese dovrebbero rientrare nel decreto”.
Le polemiche interne agli operai. Anche al sindaco di Firenze Matteo Renzi di sicuro non è sfuggita la discordanza delle voci di protesta presenti all’interno del movimento operaio della fabbrica della Valle Ufita. Melchionna, rispetto a quanti hanno indicato nel sindacato uno dei responsabili del fallimento della Irisbus, chiarisce: “Tutti i lavoratori, ovvero i 656 su 690 che sono regolarmente iscritti a Cisl, Cgil, Uil e Ugl, sono con il sindacato e hanno messo in atto il nostro programma. Rispetto tutti gli altri che sono scontenti. Ognuno ha diritto di protestare e manifestare purchè lo si faccia per il bene della fabbrica”.
“Il sindacato ha fatto tutto quanto era nelle proprie possibilità ed i risultati oggi cominciano a vedersi – ha concluso Melchionna – La politica invece ha fallito. I politici, anche quelli locali con le dovute eccezioni, non contano niente: sono passati tutti alla Irisbus, da Vendola a Barbato, da D’Alema a Bersani ma nessuno è stato capace di muovere un dito”.