Grottolella – Folla immensa per l’ultimo saluto a Pellegrino

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La chiesa di Grottolella era stipata di persone. E il sagrato antistante era troppo piccolo per contenere una folla immensa. Davanti all’ingresso l’omaggio di quegli amici che non lo dimenticheranno mai. Striscioni, fiori e un lungo applauso. Un’atmosfera solenne, ma anche di composta sofferenza. “Di fronte al mistero della morte e del dolore, le parole non sono sufficienti per superare lo sconcerto del cuore, tanto meno lo sono di fronte a questa morte assurda e sconvolgente”. Con una voce mesta, il Vescovo di Avellino, Mons. Francesco Marino, ha iniziato la sua omelia. “Pellegrino era un giovane umile, che amava farsi apprezzare per il rispetto che aveva per tutti, servendosi non della violenza, ma della forza dell’amore. Come Cristo, anche lui ha portato la sua croce per quasi trent’anni. Una vita difficile che avrebbe dovuto generare più amore e rispetto da parte di tutti”. Nella chiesa, la commozione dei fedeli aleggiava tra marmi ed affreschi, solo le campane hanno osato rompere quel religioso silenzio, per cantare al cielo una lunga, interminabile canzone d’amore. Il Vescovo Marino incita alla forza, al rispetto della vita e all’onestà… del cuore e della mente. Una morte assurda, la sua, che nessuno riesce ad accettare e che ha provocato una profonda lacerazione non solo nella sua famiglia, ma nell’intera comunità. “La nostra è una società malata. Il disagio giovanile si manifesta con la violenza, nei fatti e con le parole. In pochi giorni nella nostra provincia si sono registrati tre casi inquietanti, sintomo di un malessere diffuso, che necessita maggiore attenzione da parte di tutti. La giustizia deve fare il suo corso, ma solo l’amore può risolvere alla radice i problemi di una vera convivenza sociale”. I volti si rigano di lacrime quando due giovani prendono la parola. “Il tuo nome racconta la tua storia. Hai dovuto camminare tanto, lungo sentieri ricchi di sassi ed ostacoli”. Ed ancora. “Il tuo carattere schivo e timoroso nascondeva un cuore generoso ed altruista. Sarai sempre nei nostri cuori. Non ti dimenticheremo mai”. La bara lascia la navata accompagnata da tre lunghi applausi. Una folla immensa stretta nel dolore la scorta fino al cimitero. Il suo viaggio in terra è finito. Lassù lo aspetta una nuova, migliore, vita. Ciao avvocato…

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