Green jobs in ascesa: le professioni legate alla campagna piacciono agli italiani

Green jobs in ascesa: le professioni legate alla campagna piacciono agli italiani

3 Giugno 2016

Un trend attualmente molto forte e deciso è quello orientato alla natura, ai suoi prodotti e ai suoi valori. Un salto nel passato, dopo decenni di globalizzazione alimentare, che sta facendo riscoprire agli italiani il gusto per le buone cose, non solo da un punto di vista del sapore in sé, ma anche e soprattutto della genuinità intrinseca.

E così, con il ritorno a un’alimentazione più sana e a chilometro zero, anche la tendenza in fatto di attività e professioni è oggi sempre di più la campagna.

Da una recente indagine della Coldiretti, infatti, è possibile rintracciare negli italiani la voglia di “fare natura”. Dalla farm adoption, con la possibilità di “adottare” dagli animali agli alberi magari anche a rischio estinzione, fino agli agrichef che adoperano ingredienti genuini e custoditi da generazioni, ma anche le fattorie didattiche che contribuiscono a educare i bambini al rispetto della natura: sono questi solo alcuni dei nuovi mestieri dell’agricoltura.

Con un aumento record del 48% in tre anni, essi hanno fatto salire a ben 113mila le aziende “multifunzionali”. Si può parlare, dunque, di una sorta di rivoluzione dell’agricoltura italiana che ha allargato i confini dell’imprenditorialità aprendo a nuove opportunità occupazionali nella tutela ambientale, nel risparmio energetico, nelle attività sociali, nella trasformazione aziendale e nella vendita diretta, a difesa e promozione della biodiversità.

Un trend molto amato dagli italiani che, secondo il rapporto Coldiretti/Univerde “Gli italiani e l’agricoltura” realizzato da IPR Marketing, per il 59% sarebbero contenti se il proprio figlio/a sposasse un agricoltore.

Tra le attività più gradite, in base al Rapporto, ci sono con l’83% i farmers market dove acquistare prodotti locali a chilometri zero, con l’82% la produzione di energie rinnovabili e con l’80% le fattorie didattiche dove i bambini di città si avvicinano concretamente alla campagna.

Attualmente oltre 15 milioni di italiani acquistano direttamente dal produttore. A tal proposito si può parlare, ancora, di uno sviluppo esponenziale delle aziende agricole che aggiungono servizi o prodotti all’attività di coltivazione e allevamento (in tre anni sono aumentate di sei volte quelle che producono energie rinnovabili (+603%), sono raddoppiate quelle che trasformano direttamente i loro prodotti (+97,8%), e una vera e propria esplosione c’è stata per la vendita diretta e per iniziative del tutto innovative dall’agribenessere alla moda, dalla tutela ambientale come gli agricustodi e il recupero degli scarti, dagli agrichef fino alle attività sociali come gli agriasilo.

Un percorso realizzato, come viene sottolineato dalla Coldiretti, grazie al grande sforzo di rinnovamento dell’agricoltura italiana dove un’impresa su tre è nata negli ultimi dieci anni con una spiccata tendenza alla multifunzionalità. Concludendo con i dati emersi, l’88% degli italiani ritiene che per il lavoro di tutela del territorio svolto per la collettività gli agricoltori debbano essere incentivati economicamente, mentre il 70% pensa addirittura che la cura del verde pubblico dovrebbe essere affidata a loro.


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