Grana Palazzetto dello Sport, il Credito Sportivo vuole 343.816,68 euro dal Comune

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Scoppia la grana del Palazzetto dello Sport al Comune di Avellino.

L’Istituto per il Credito Sportivo ha chiesto a Palazzo di Città la somma di 343.816,68 euro, ammontare che fa riferimento alle rate scadute e non versate il 30 aprile 2015 e il 31 ottobre 2015 del mutuo contratto nel 2008 per i lavori di ampliamento del palazzetto di contrada Zoccolari.

Si tratta di soldi che la Società Sportiva Felice Scandone, che fa capo a Sidigas SpA, avrebbe dovuto versare al Credito Sportivo (ma l’Istituto si interfaccia col Comune perché Palazzo di Città fece da garante all’operazione), così come previsto da un mutuo stipulato 7 anni fa (per un importo complessivo di 2,5 milioni di euro) in occasione dei lavori di restyling del palazzetto.

Parallelamente al mutuo, fu stipulata una convenzione tra la società sportiva e l’Ente Comune, convenzione che – tra le varie – prevedeva un impegno di circa 100mila euro annui da parte del Comune di Avellino nei confronti della Società Sportiva Felice Scandone per manutenzione e utilizzo del palazzetto.

Oggi, il Credito Sportivo – in una nota inviata lo scorso 11 dicembre al Sindaco di Avellino, agli uffici della Ragioneria del Comune, all’assessore allo sport e alla Felice Scandone – ha dunque minacciato di procedere alla risoluzione del mutuo e all’escussione e dell’intera esposizione debitoria (di 343.816,68 euro appunto).

“Preso atto – scrive il Credito Sportivo – del perdurare dell’inadempimento della S.S. F. Scandone SpA, nonostante i ripetuti solleciti di pagamento, considerato altresì che il Comune di Avellino non ha versato le rate scadute e non pagate… oltre gli interessi di mora come previsto in contratto… questo Istituto procede all’escussione della fidejussione relativamente alle rate scadute e agli interessi di mora insoluti”.

Ancora.

“In mancanza di accollo del mutuo del residuo debito da parte del Comune di Avellino questo Istituto procederà alla risoluzione del mutuo stesso e all’escussione dell’intera esposizione debitoria entro e non oltre il 15 gennaio 2016. Ciò comporterà ai sensi del contratto di mutuo il diritto di esigere immediatamente l’intera esposizione debitoria alla data di risoluzione”.

Cosa potrebbe accadere? In soldoni, il Comune di Avellino potrebbe dunque accollarsi tutto il mutuo chiudendo sin da subito le porte del palazzetto alla Scandone Avellino.

Una bella gatta da pelare dunque.

La realtà dei fatti però potrebbe essere un’altra.

Sidigas, quando rilevò le sorti della Scandone Avellino salvandola dal fallimento, ereditò una serie di rate inevase del mutuo contratto in occasione dei lavori di ampliamento al palazzetto del 2008 (resisi necessari per consentire alla Scandone Avellino di disputare l’Eurolega).

Quell’ammanco fu regolarmente saldato come, tra l’altro, sono state regolarmente saldate le ultime rate di quel mutuo.

Almeno fino al 2014.

E sì perchè – a quanto pare – i massimi riferimenti della Scandone Avellino si sarebbero indispettiti a causa della mancata corresponsione dei famosi 100mila euro annui previsti nella convenzione di cui sopra (stipulata nel 2008 tra Comune e società sportiva), importo che negli ultimi anni non sarebbe mai stato versato nelle casse della società biancoverde.

Dunque, questa potrebbe essere – ma il condizionale è d’obbligo – la reale ragione dei ritardi accumulati quest’anno da Scandone e Sidigas nel pagamento delle rate del mutuo.

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