Gnerre e Del Mastro clandestini? “Iannaccone quando è stato eletto?”

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Avellino – Noi Sud: una vicenda che si amplifica di giorno in giorno. Dopo i chiarimenti di Gnerre Musto e Del Mastro e le seguenti esternazioni di Arturo Iannaccone, sul partito si abbatte oggi una nuova ondata di polemiche. Gli assessori di Palazzo Caracciolo, infatti, puntano l’indice su quello che definiscono “delirio di onnipotenza” di Arturo Iannaccone accusato peraltro di “avere evidenti difficoltà a dimostrare la sua leadership”.
“I sottoscritti – spiegano Del Mastro e Gnerre – non hanno mai ricevuto alcun formale provvedimento di espulsione dal partito. Per cui non siamo e non ci sentiamo affatto dei clandestini. D’altronde, incalzano – se lo siamo adesso lo eravamo anche prima delle elezioni regionali, quando con inganno ci aveva assicurato che non era in discussione la nostra posizione”. Gli assessori, accusati ieri di clandestinità, ricordano inoltre a Iannaccone di “essere stati determinanti per la conquista di un seggio nel consiglio regionale”.
E’ piuttosto l’onorevole Iannaccone – dicono – che dovrebbe sentirsi attualmente un ‘segretario clandestino’ poiché Noi Sud non ha mai tenuto alcun congresso quindi lui non è mai stato eletto da alcuna assemblea congressuale del partito”.
Del Mastro e Gnerre inoltre ritengono che “il diktat” di dimettersi per accedere ad un dibattito interno al partito sia “assolutamente inaccettabile oltre che manifestamente scorretto nei confronti dell’elettorato”.
“La verità – hanno spiegato – è che gli elettori ci hanno chiesto per 5 anni di ‘amministrare’ la Provincia e non starcene a casa come qualcuno vorrebbe. E non sarà certo l’on. Iannaccone ad indurci a tradire chi ci ha dato fiducia”. Inoltre, secondo i due esponenti della Giunta Sibilia le prospettate differenze tra assessore e consigliere eletto sarebbero del tutto fuorvianti oltre che assolutamente irrilevanti nella sostanza delle cose. “In ogni caso – hanno concluso – se per confrontarsi e discutere è necessario dimettersi, perché non lo fa anche l’on. Iannaccone e non lo fanno i consiglieri provinciali che hanno presentato la mozione di sfiducia? Abbiamo già ceduto una volta il posto a chi oggi vorrebbe mandarci a casa. La battaglia volta all’assalto della nostra poltrona questa volta non sarà semplice da vincere poiché è in gioco la fiducia di chi ha votato e la difenderemo ad oltranza”.

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