SENERCHIA– Perdono e riconciliazione. Sono i due temi sui quali, nel pomeriggio di ieri a Senerchia, si sono confrontati sil tema della responsabilità, del perdono e della riconciliazione i rappresentanti di diverse realtà sociali. Dalla Chiesa, che ha ospitato l’iniziativa, al mondo delle professioni e delle associazioni, passando per le istituzioni, il Comune di Senerchia.
L’iniziativa, promossa dall’associazione Il Lampione della Cantonata, ha visto la presenza del Vescovo di Sant’Angelo dei Lombardi, monsignor Pasquale Cascio, dell’Avvocata Giovanna Perna, presidente dell’associazione organizzatrice, e del sindaco di Senerchia, architetto Michele Di Muro, del colonnello Gerardo Lardieri con la partecipazione del Comandante della locale Stazione Carabinieri, il maresciallo Cavallo. Nel corso dell’incontro è stato proiettato il docufilm “Un altro modo è possibile”, opera di elevata qualità professionale che ha raccontato il percorso umano e spirituale di alcuni detenuti coinvolti in esperienze di giustizia riparativa. Attraverso un profondo processo di maturazione interiore, i protagonisti hanno sviluppato una piena consapevolezza delle proprie responsabilità, manifestando sincero pentimento per i reati commessi e il desiderio di chiedere perdono alle vittime per il dolore causato. Nel suo intervento, il sindaco di Senerchia, architetto Michele Di Muro, ha rivolto un sentito ringraziamento agli organizzatori per aver scelto il comune irpino quale sede della proiezione del docufilm e del convegno. Il primo cittadino ha sottolineato come tale scelta rappresenti un motivo di orgoglio per l’intera comunità senerchiese, da sempre sensibile ai valori della solidarietà, dell’inclusione e della crescita civile. Di Muro ha inoltre evidenziato l’importanza di promuovere momenti di confronto su temi di grande rilevanza sociale, capaci di coinvolgere cittadini, istituzioni e realtà associative in un percorso condiviso di riflessione e consapevolezza.
Particolare rilievo ha assunto l’intervento dell’avvocata Giovanna Perna, presidente dell’associazione Il Lampione della Cantonata e ideatrice dell’iniziativa, che si è confermata la vera anima dell’incontro. Perna, ha illustrato con passione e competenza i principi della giustizia riparativa, evidenziandone il profondo valore umano, sociale e culturale. Nel suo intervento ha spiegato come la giustizia riparativa rappresenti una significativa evoluzione del concetto tradizionale di giustizia, poiché non si limita alla sola dimensione sanzionatoria del reato, ma punta alla ricostruzione dei rapporti umani compromessi dall’illecito. «Non si tratta soltanto di punire il reato – ha affermato – ma di ricostruire i legami spezzati, riconoscere la sofferenza delle vittime e promuovere un’autentica assunzione di responsabilità da parte di chi ha sbagliato». L’Avvocata Perna ha sottolineato come il percorso riparativo non rappresenti uno sconto morale o giuridico per l’autore del reato, ma un cammino spesso complesso e doloroso, che richiede coraggio, consapevolezza e un sincero confronto con le conseguenze delle proprie azioni. Solo attraverso questo processo, ha spiegato, può maturare una reale presa di coscienza del male commesso e nascere il desiderio autentico di riparare, per quanto possibile, il danno arrecato alle vittime e alla comunità. Riferendosi al docufilm, l’Avvocata Perna ha evidenziato come l’opera nasca dalla volontà di raccontare storie vere di cambiamento, capaci di dimostrare che anche nelle situazioni più difficili è possibile intraprendere un percorso di redenzione e di responsabilità. Attraverso le testimonianze raccolte, il film mostra infatti come alcuni detenuti abbiano maturato un profondo pentimento, arrivando a confrontarsi con il dolore provocato e a riconoscere pienamente la dignità delle vittime. La presidente dell’associazione ha infine ribadito l’importanza di diffondere una cultura della giustizia riparativa soprattutto tra le nuove generazioni, affinché la legalità non sia percepita soltanto come rispetto delle norme, ma come costruzione di relazioni fondate sul rispetto dell’altro, sulla responsabilità personale e sulla capacità di riconoscere i propri errori. Un messaggio che ha trovato grande attenzione e partecipazione da parte del pubblico presente, contribuendo a fare dell’incontro un momento di alto valore civile e umano. La scelta della Chiesa come sede dell’evento non è stata casuale. Nel corso dell’incontro è emerso con forza il ruolo che la comunità ecclesiale può svolgere nell’accompagnare percorsi di recupero umano e sociale. La Chiesa, infatti, si propone da sempre come luogo di ascolto, accoglienza e speranza, capace di favorire il dialogo tra le persone e di promuovere una cultura della riconciliazione fondata sul riconoscimento della dignità di ogni individuo.
Monsignor Pasquale Cascio ha richiamato i valori evangelici della misericordia e del perdono, sottolineando come la giustizia riparativa rappresenti un’opportunità concreta per ricostruire relazioni spezzate e restituire umanità sia alle vittime sia a chi ha commesso il reato. Un messaggio particolarmente significativo in un tempo in cui la società è chiamata a trovare nuove strade per coniugare giustizia e recupero della persona.
Particolarmente apprezzato è stato anche l’intervento del Colonnello Gerardo Lardieri, ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, che ha condiviso la propria esperienza maturata nel contrasto alla criminalità organizzata in Sicilia e Calabria. La sua testimonianza ha evidenziato come la lotta alla criminalità non possa limitarsi all’azione repressiva, ma debba essere accompagnata da percorsi educativi e culturali capaci di prevenire il disagio e favorire il reinserimento sociale.
Un pomeriggio di riflessione che ha mostrato come il dialogo tra istituzioni, Chiesa e società civile possa contribuire alla costruzione di una comunità più consapevole, solidale e aperta alla speranza del cambiamento.
Redazione Irpinia
Testata giornalistica registrata al tribunale di Avellino con il n. 422 del 21.5.2014
- Redazione – Via Dell’Industria snc – Pietradefusi (AV)
- 082573384
- redazione@irpinianews.it

