Giustizia e bilanci, iniziativa di D’Agostino in Parlamento

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Dopo le preoccupazioni espresse dall’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) in merito alla diminuzione delle risorse statali destinate ai Comuni che negli ultimi 3 anni si sono ridotte di circa 6 miliardi e 450 milioni, e in particolare ai costi legati alla gestione degli uffici giudiziari, il deputato di Scelta Civica Angelo Antonio D’Agostino ha presentato oggi un’interrogazione urgente al Ministro della Giustizia, chiedendo quali provvedimenti intenda assumere per garantire il ristoro delle spese e il superamento di una situazione così problematica a carico dei bilanci comunali. “Ritengo che riflettere sulle difficoltà che quotidianamente i Comuni si trovano ad affrontare sia un atto doveroso se si vuole davvero dare risposte concrete ai cittadini. E il settore della giustizia, soprattutto con l’avvio del processo di riorganizzazione delle sedi giudiziarie sul territorio nazionale e con l’accorpamento delle sedi giudiziarie soppresse, rappresenta sicuramente un importante argomento con il quale confrontarsi” – dichiara il deputato di Scelta Civica. In particolare l’iniziativa parlamentare mira a sapere a quanto ammontano le risorse iscritte nel relativo capitolo di bilancio del Ministero della Giustizia per l’anno 2012 da corrispondere ai Comuni; quali siano le iniziative che il Ministero della Giustizia e il Governo stanno intraprendendo per garantire la copertura delle spese già sostenute dai Comuni nel 2012 e come si intenda assicurare la copertura delle spese per l’erogazione del servizio della giustizia sull’intero territorio nazionale per l’anno 2013 e 2014. D’Agostino ha inoltre sottolineato che “a fronte di una spesa media annuale dei tribunali ed uffici giudiziari – e anticipate dai bilanci dei Comuni – pari a 315 milioni di euro annui, negli ultimi tre anni il contributo versato dallo Stato ai Comuni a titolo di rimborso è stato compreso tra il 60-80% delle spese effettivamente sostenute e che gli acconti e i saldi sono stati spesso erogati accumulando gravi ritardi, a volte anche di diversi anni”, chiedendo se non sia “opportuno porre a carico dell’Amministrazione della Giustizia la gestione diretta delle spese”.

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