Giusta fu la nomina ad Assessore di Reale Patrizia dal Commissario ad ACTA Adriano Tortora

Giusta fu la nomina ad Assessore di Reale Patrizia dal Commissario ad ACTA Adriano Tortora

12 Aprile 2021

Riceviamo e pubblichiamo la lettera rivolta al sindaco di Castelbaronia da parte di Patrizia Reale.

Caro Sindaco,

a fronte delle Sue dichiarazioni, rilasciate sui media, inerenti alla sentenza del Tar Salerno n.866/2021 che mi vede diretta interessata, mi corre l’obbligo di operare un’oculata disamina dei fatti che vi afferiscono, onde evitare che ne venga alterata la discussione che in queste ore anima la comunità che si onora di rappresentare, quale Primo Cittadino. Orbene, sul punto è d’uopo farLe presente che la narrativa della richiamata decisione giudiziaria sconfessa le Sue asserzioni che risultano essere prive di pregio e infondate, poiché l’On.le Consesso Amministrativo non da affatto adito alle artate interpretazioni cui Lei indulge per mero opportunismo politico, sino a strumentalizzarne il chiaro tenore letterale, persuaso a tal fine da consiglieri giuridici che, mi auguro, non qualifichi a guisa di Suoi giureconsulti. In tema, Le rammento che già in ordine ad altre recenti pronunce giudiziarie ha avuto l’ardire di operarne una lettura strumentale, irretito dagli stessi temerari intenti, prescindendo del tutto dal dovere morale cui dovrebbe, invece, informare il Suo operato. Ragione per la quale, a confutazione di quanto da Lei maldestramente dichiarato, non posso che rendere onore alla verità nel significarLe che il Tar di Salerno nella sentenza in esame, sebbene abbia preso atto della nomina di nuovi componenti del Consiglio Comunale e della Giunta in ragione delle ultime elezioni amministrative, cui faceva seguito la sopravvenuta carenza di interesse e la conseguente declaratoria di improcedibilità del ricorso, ha in ogni caso effettuato un giudizio prognostico di quello che sarebbe stato l’esito della causa,  id est una “sommaria delibazione nel merito della pretesa azionata”, corroborando  la legittimità degli atti posti in essere dal commissario ad acta e  statuendo “alla luce dell’orientamento giurisprudenziale secondo cui la natura fiduciaria della carica assessorile non può giustificare “la limitazione di un eventuale interpello… alle sole persone appartenenti allo stesso partito o alla stessa coalizione di quella che ha espresso il sindaco, soprattutto in realtà locali non particolarmente estese, come quella di cui ci si occupa, ciò tanto più in considerazione del principio alla cui attuazione è finalizzata la norma in questione” (Consiglio di Stato, sez. V, 3 febbraio 2016, n. 406) “ la soccombenza dei ricorrenti.