Giovanna Nicodemi tra le relatrici in Puglia per ricordare Guarino

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La prof.ssa Giovanna Nicodemi sarà tra i relatori per il Convegno: “Giornata di studi guariniani. Gravina. Francesco Guarino e gli Orsini”, in programma mercoledi 23 novembre 2011, ore 16,30, Sala Pinacoteca Fondazione “E. Pomarici Santomasi”, a Gravina in Puglia (Ba) in occasione della celebrazione dei 400 anni della nascita del grande pittore irpino Francesco Guarino (Solofra 1611 – Gravina 1651). La prof.ssa Nicodemi ha curato l’8 giugno dello scorso anno una Giornata di Studi, dedicata allo stesso Guarino, tenutasi presso la Sala Convegni del Complesso Monumentale Carcere Borbonico di Avellino. «L’evento, con l’affermata e più volte pubblicamente ribadita volontà dell’Amministrazione Provinciale di Avellino e dei suoi Assessori al Turismo ed alla Cultura, – spiega Nicodemi – doveva essere l’apripista per una serie di manifestazioni, le “celebrazioni guariniane”, che sarebbero culminate in una importante ed inedita mostra dei dipinti del grande pittore del ‘600, da allestire proprio quest’anno, 2011, nella precisa cadenza del suo quarto centenario. A distanza di un anno e mezzo circa, con una delibera allora approvata, sperticate promesse pubbliche, spudoratezza di pronunciarle con la certezza di non mantenerle, si è fatto di un importante e straordinario appuntamento per l’intera Irpinia, l’ennesima occasione mancata per una sua conoscenza e valorizzazione. Nel giugno dell’anno scorso, nell’aprire i lavori della già menzionata Giornata di Studi su Francesco Guarino, citai una frase di Marcel Proust, che recita: “La vera terra dei barbari non è quella che non ha mai conosciuto l’arte ma quella che disseminata di capolavori non sa né apprezzarli né conservarli”. Parafrasandola affermai, allora, con vivo orgoglio, che Avellino, in quel giorno, poteva dirsi, a buon diritto, non una città di barbari. Oggi, a fronte di una assoluta inamovibilità, mancanza di volontà, colpevole e vergognosa distrazione nonché carente sensibilità culturale, mio malgrado, ho dovuto assolutamente ricredermi. La “miopia”, nel non saper vedere le opportunità, forti e feconde, da cogliere per questa nostra “terra”, è il più grave peccato che si deve imputare ai nostri amministratori, la prova che ne inficia le funzioni e ne conferma l’inutilità. La loro, purtroppo spesso per molti, immane e scandalosa incultura, ci fa pagare un alto scotto. A noi tutti ».(Alberto D’Errico)

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