“Giornate della solidarietà”: Bonito per medici senza frontiere

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Bonito – La solidarietà non conosce pause estive, né vacanze. Non ammette ostacoli né burocrazie. Vive di impegno, di continuità, di generosità. È mattone su mattone che si costruiscono piccoli e grandi risultati. Come quelli raggiunti dal Comune di Bonito con la manifestazione “Giornate della Solidarietà – Bonito per Medici Senza Frontiere”. Si comincerà il 10 Agosto con l’inaugurazione della Mostra Fotografica “Le crisi dimenticate”, allestita nella Chiesa San Giuseppe, campagna di sensibilizzazione sulle crisi umanitarie più ignorate dai mezzi d’informazione. Dieci grandi fotografi racconteranno, per immagini, dieci crisi umanitarie: dai civili attaccati ed esclusi dagli aiuti umanitari, al fallimento della comunità internazionale nella lotta alla malnutrizione infantile e alle malattie. Scatti di Sven Torfinn per Sudan/Darfur, Yann de Fareins per Sri Lanka, Jehad Nga per Somalia, Alber Vinas per Yemen, Francesco Zizola per il tema della malnutrizione, Alexander Gyadyelov per il problema delle malattie HIV/AIDS, Emeryc Laurent-Gascoin per Pakistan, Martin Beaulieu per Repubblica Democratica del Congo, Mads Nissen per Afghanistan, Barbara Sigge per malattie dimenticate.

Si continuerà il 12 Agosto, quado sarà protagonista la musica del pianista e cantautore sannita Gerardo Casiello. Un sound originale che unisce folklore musicale italiano, ritmi e colori sudamericani con qualche malinconia da chansonnier e antiche passioni blues e jazz. Un spettacolo d’autore, fatto di emozioni e di storie raccontate attraverso la voce di un’artista raffinato e coinvolgente. Ad accompagnarlo sul palco il suo gruppo con Antonio Ragosta alla chitarra, Emiliano Pallotti alla fisarmonica, Pasquale Angelini alla batteria e alle percussioni, Stefano Napoli al contrabbasso.

Chiuderà la manifestazione “Giornate della Solidarietà – Bonito per Medici Senza Frontiere” il concerto del 13 Agosto di Eugenio Finardi, cantante, chitarrista e pianista oltre che testimone artistico e culturale di mezzo secolo di storia italiana della musica. Segnato profondamente dall’esperienza del 1998 in Sudan insieme agli operatori di MSF in un centro di alimentazione per rifugiati, Finardi continua il suo impegno quotidiano attraverso la musica, facendosi portavoce di racconti di vita toccanti e di valori profondi.

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