Gianluca Boccia: uno, nessuno, antagonista e… multimediale !

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Gianluca Boccia
Gianluca Boccia

Musicista, grafico, web designer e blogger musicale, tra un cd in corso di registrazione e la direzione della comunicazione del prossimo Meeting del Mare di Sapri, l’agenda estiva del serinese Gianluca Boccia è già piena di note e di progetti.

A volerlo definire con un solo aggettivo “poliedrico” sarebbe quello giusto per racchiudere le molteplici esperienze di Gianluca Boccia, musicista, grafico, web designer, esperto di comunicazione, organizzatore di eventi musicali e creatore del sito web L’Antagonista che racconta, in maniera scanzonata e senza peli sulla lingua, gli eventi musicali irpini e non.

Già da diversi anni calca i palchi di locali e festival con il suo gruppo, i Serino Skalo, con cui sta in questi giorni registrando un nuovo album; la loro musica è una divertente e velocissima mistura di ska, punk, rock’n’roll, tutta da ballare e non scevra da contenuti più seri di denuncia sociale.

Con L’Antagonista Boccia ha creato un coloratissimo blog musicale con cui raccontare, con la passione di un fan e l’esperienza di un addetto ai lavori, lo spirito e la cronaca di festival e, in generale, del mondo del by night più specificamente legato alla musica dal vivo; coadiuvato da uno staff di giovanissimi fotografi e cameraman Gianluca mette insieme puntuali e divertenti reportage che lo hanno portato a curare la comunicazione del Meeting del Mare di Sapri nell’edizione 2015 dedicata al tema dell’Interiorità.

Gianluca, come nasce la tua passione per la musica?

“Ricordo che a 5 anni mio padre e mia madre, che avevano iscritto mio fratello a corsi di canto e piano, si accorsero che dopo le lezioni di piano di mio fratello Luigi, io sgattaiolavo nello studio dove c’era il pianoforte e, senza nessun tipo di istruzione e/o insegnamento riproponevo gli stessi esercizi che Luigi aveva appena concluso. Stupiti dalla cosa mi portarono dall’insegnante di mio fratello che, dopo poco disse a mia madre che la musica era un dono di famiglia e che non potevano non iscrivermi al corso di pianoforte. Ricordo il timore che provavo da bambino per quell’impegno serio di studio e sacrifici, ma poi la musica trasformò tutto questo in passione e gioia e, da allora, non mi ha più abbandonato, per fortuna!”.

Raccontaci le tue esperienze da musicista, i momenti più importanti…

“Dopo circa 15 anni di studio da privatista con le mie due insegnanti e un milione di saggi di fine anno, cominciavo ad accorgermi che la musica era parte fondamentale della mia vita e che non potevo permettere che quel mondo meraviglioso si fermasse lì e un giorno, con tre amici storici (attualmente ancora in formazione con me) decidemmo che piuttosto che stare davanti a un bar o giocare a carte dovevamo mettere su una band. Eravamo appena diciassettenni, e nacquero i Serino Skalo. Impegno, dedizione e voglia di fare ci portarono, dopo poco, prima nei locali di Campania, Puglia, Lazio e poi nelle manifestazioni importanti della mia amata provincia. Con un CD alle spalle ora stiamo realizzando un nuovo progetto di inediti, sperimentale e prog e, con un brano appena inciso, abbiamo partecipato e poi vinto un concorso bandito dall’ONU per l’ecosostenibilità termica dell’Africa”.

Come nasce la tua passione per il web e la comunicazione e come hai unito queste due passioni nel progetto L’Antagonista?

“Anche se la musica è il motore di ogni cosa per me, ovviamente ho dovuto fare i conti con studio, corsi e stage per cercare un’occupazione che mi ispirasse e decisi, al tempo, di frequentare un corso di grafica allo IED di Milano e poi un corso a Napoli di Art Direction e Marketing/SEO. Pensavo e ripensavo a come unire le mie due grandissime passioni e un giorno, con Antonio Carlucci, Anna e Giovanni Piroli e Daniela Pacifico decisi di fondare un blog: L’Antagonista. La mia idea era semplice: un webzine di sola musica, eventi, band, artisti, locali dove chiunque potesse esprimere la propria idea, informarsi su eventi, su locali, su artisti e una sezione dedicata al blog, alla recensione e/o racconto di eventi, di musica. Nel tempo siamo diventati collaboratori di importanti festival, irpini, regionali e nazionali, perché L’Antagonista è, oltre ad un contenitore di informazioni, una struttura di supporto per la comunicazione e l’immagine di eventi. Fotografi, videomakers, montatori e content manager danno supporto live ed immediato a chi organizza eventi e/o manifestazioni oltre ad essere produttore di video musicali e grafiche per band e artisti”.

In cosa l’antagonista è diverso dagli altri siti di informazione musicale?

“L’Antagonista è diverso dagli altri perché vuole dare non solo un’informazione dettagliata degli eventi o degli artisti o dei locali, ma cerca il confronto, cerca la partecipazione, cerca nuove idee e, tutto quello che scriviamo, è sempre libero da ogni “ingranaggio”, è indipendente e cerca solo di avvicinare il mondo della musica a tutti. Il lettore de L’Antagonista non conosce le tecniche musicali, non conosce la programmazione di un locale piuttosto che l’altro, non conosce le band che a loro volta non conoscono il lettore… ecco, L’Antagonista è l’anello di congiunzione tra tutti gli interessati del settore e tutti gli altri! Tra l’altro a breve saremo partner e collaboratori di un progetto parallelo sviluppato dal carissimo amico Mario Falardo: HANDAZO.  E’ un’app per smartphone che è praticamente il mezzo gemello de L’Antagonista. Info locali, geolocalizzazione degli eventi nazionali e una sezione artisti che, chiaramente vi invito a scaricare e utilizzare!”.

Il Meeting del Mare e gli altri progetti in cantiere…

“L’Antagonista ha ricevuto il battesimo di fuoco nell’edizione dell’anno scorso del Meeting del mare. Arrivammo spiazzati e preoccupati per l’imponenza della macchina “Meeting” e ci chiedemmo se e come potevamo lavorare e lavorare bene con più di cento persone addette ai lavori. La mia preoccupazione, ricordo, era innegabilmente evidente ma, armato di volontà, voglia di fare, un computer e i miei inseparabili occhiali da sole, dissi ai miei di stare tranquilli perché era ed è sempre il nostro lavoro: supporto costante e immediato all’ingranaggio della comunicazione. Breve riunione con tutti, saluti e nuove conoscenze e via, si partì. Credo di aver contato poche ore da questo mio brivido preoccupante alla piacevole sorpresa che mi attendeva: le persone! Si perché il Meeting è proprio questo, incontro tra persone, collaborazione, mescolanza di idee e progettualità, sorrisi, speranza. Un vortice che piacevolmente mi prese e mai mi lasciò in quel breve periodo. E quest’anno la storia si ripeterà! Oltre al Meeting ci sono progetti legati alla provincia di Avellino come Castellarte, Flussi, Elementi, MasFest, e inoltre da settembre il MEI Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza e poi Medimex; insomma appuntamenti e progettualità per un intero anno, intenso e sicuramente fantastico”.

A tuo avviso come gli eventi possono concorrere meglio alla promozione del territorio irpino? 

“Un evento dovrebbe essere espressione e rappresentanza del territorio che lo vede protagonista, dovrebbe valorizzarne le ricchezze e stimolare le persone che lo vivono, conoscitori o meno di quella zona, attraverso musica,sagre, mostre, meeting che però dovrebbero avere un filo conduttore comune. Questo non accade perché c’è la voglia di essere gli unici, i più bravi, quelli che portano più gente e cha fanno più soldi. La provincia e i comuni dovrebbero interfacciarsi con le pro loco e con le associazioni del territorio per creare, eventualmente, un percorso di eventi, un cammino che porti a conoscere e valorizzare l’Irpinia con i suoi comuni e non i comuni diversi d’Irpinia. La ovvia frantumazione che ne viene fuori attualmente infatti, a mio parere, frammenta quest’idea e rende tutto un “breve” momento di passaggio.  A volte si pensa ad un evento come ad un gigantesco e più proficuo Mak P, dove l’evento più riuscito è quello che fa più soldi, offrendo servizi/prodotti scadenti, attrazioni ripetitive e alcool e, inevitabilmente, critiche su ogni fronte. Io personalmente apprezzo tantissimo l’impegno di una o dell’altra associazione impegnate sul territorio per promuovere lo stesso, in qualsiasi forma, ma si cade sempre nell’errore dell’eccessiva offerta ripetitiva di cliché e questo non valorizza né il territorio né le tantissime persone che si impegnano ad organizzarlo e poi realizzarlo”.

Se potessi creare il Festival dei tuoi sogni come lo organizzeresti?

“Hai presente l’attualissima EXPO di Milano? Tolta la camorra e l’inutile spreco di soldi pubblici, l’idea è vincente. Se applichi la stessa idea in città in accordo, come ti dicevo, con le realtà tutte del territorio, ci sarebbe un unico evento provinciale, un unico percorso lungo più di 2/3 giorni che riuscirebbe seriamente a valorizzare il tutto. Le persone avrebbero tempo e luoghi da visitare, ogni location avrebbe la propria tipicità da “EXPORRE”, si potrebbero organizzare concerti per un’intera estate e le persone del posto ma sopratutto quelle extra-irpine avrebbero piacere e interesse ad essere presenti sul territorio e per un periodo lungo. Credo che questa e solo questa sia una formula propositiva e vincente!”.

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