Già ai domiciliari, aveva allestito a casa una conceria: denunciato

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Solofra – Nei giorni scorsi, da un controllo ad una persona sottoposta agli arresti domiciliari, i carabinieri della Stazione di Solofra hanno finito per eseguire una vera ispezione ad una ditta di inchiodatura e rifilatura pelli con conseguente denuncia in stato di libertà dell’amministratore unico della società per diverse violazioni.
Il tutto è nato però da un normalissimo controllo di un detenuto domiciliare, un 37enne solofrano arrestato a fine 2009 proprio dai carabinieri di Solofra perché mandante del famoso rogo alla conceria ‘Manu srl’ di Solofra.
I carabinieri, come di consueto, stavano andando a controllare che il soggetto stesse rispettando le norme che regolano il regime degli arresti domiciliari, atteso che lo stesso è pure autorizzato dal giudice a recarsi al lavoro presso un’azienda agricola.
Durante il controllo, però, i carabinieri hanno riscontrato che l’uomo, anziché essere all’interno della propria abitazione, si trovava nel vano garage dove veniva svolta un’attività di inchiodatura e rifilatura di pelli di cui egli risulta l’amministratore unico.
I carabinieri, al momento stesso dell’accesso in questa azienda, hanno riscontrato la presenza di ben 8 dipendenti, dei quali 2 mai assunti e di un terzo che percepiva l’indennità di disoccupazione.
In più, insospettiti dalle telecamere piazzate nei pressi della conceria-garage, i militari dell’Arma hanno pure appurato che l’arrestato domiciliare, allo scopo di eludere i loro controlli, aveva installato delle telecamere dalle quali poteva rilevare la presenza dei carabinieri e farsi così trovare tranquillamente in casa.
Denunciato subito l’uomo per evasione, il successivo controllo all’impianto conciario ha permesso di rilevare che i macchinari utilizzati erano privi della prescritta autorizzazione all’emissione dei fumi in atmosfera, che il titolare (quindi l’arrestato domiciliare) non aveva mai provveduto a impartire la prescritta formazione in merito ai rischi derivanti dall’attività lavorativa, che non aveva mai sottoposto alcun operaio alla visita medica obbligatoria e che non aveva mai distribuito alcun dispositivo di protezione individuale.
Sulla base di queste premesse e del fatto che il vano garage dove si svolgeva l’attività conciaria, tra l’altro regolarmente iscritta come ditta costituita, era privo dei certificati di agibilità e di quello sanitario, i carabinieri di Solofra hanno sottoposto l’intero impianto a sequestro preventivo, denunciando di nuovo l’arrestato domiciliare per i reati derivanti dalle sue violazioni in materia ambientale, di sicurezza del lavoro e impiego di lavoro nero.

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