Gdf: 2 fratelli evadono il fisco, confiscati beni mobili ed immobili

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A conclusione di una complessa e prolungata attività di indagine, i Finanzieri della Tenenza di Sant’Angelo dei Lombardi, su coordinamento della Procura della Repubblica di Avellino, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, disposto nei confronti delle disponibilità mobiliari ed immobiliari ascrivibili in capo ad una coppia di fratelli imprenditori, esercenti attività connesse alla macellazione e produzione di carni.

La genesi dell’attività investigativa trae spunto dall’acquisizione di copiosa documentazione contabile, rinvenuta a seguito dell’esecuzione di un mirato accesso, effettuato in data 16/02/2012, presso uno stabilimento industriale, all’epoca dei fatti intestato ad un terzo soggetto, rivelatosi poi una mera “testa di legno”, il cui esito ha permesso di acclarare una significativa evasione fiscale scaturente dal mancato versamento delle liquidazioni annuali dell’I.V.A. relativamente agli anni 2005 (1.469.450,19 euro), 2006 (1.709.507,46 euro), 2007 (1.484.433,92 euro) e 2008 (1.733.598,31 euro).

Le mirate indagini si sono, dunque, concentrate sull’individuazione dei reali amministratori di fatto della realtà economica attenzionata, la quale operava in un sostanziale regime di assoluta evasione per mezzo di un meccanismo volto all’incameramento dell’I.V.A. a credito delle sue vendite, che, a seguito della compensazione con la componente a debito dell’imposta versata sugli acquisti, non veniva mai corrisposta sottoforma di tributo all’Erario, consentendo la realizzazione di enormi ed illeciti guadagni a scapito del Fisco.

In particolare, nel corso degli anni, i responsabili della vicenda hanno dato vita a 3 distinte realtà societarie, succedutesi nel tempo ed aventi una serie di connotazioni tra loro similari quali il perseguimento di un medesimo oggetto sociale, l’impiego in forma prevalente della stessa manodopera, la titolarità di eguali beni mobili ed immobili nonché il costante ed immutato riferimento ad un unico panorama di clienti e fornitori.

Secondo la ricostruzione effettuata dalla Guardia di Finanza, le prime due compagini societarie si sono succedute in un arco temporale compreso tra il 2001 ed il 2008, periodo in cui hanno sistematicamente omesso la corresponsione dell’IVA scaturente dalle liquidazioni annuali, dando vita, poi, agli inizi del 2009, ad una terza realtà industriale, quest’ultima in regola con i previsti adempimenti tributari.

Gli accertamenti, alla luce degli elementi probatori raccolti, hanno consentito, dunque, di smascherare il modus operandi, reiterato e pianificato nel tempo, messo in atto da parte dei due imprenditori, i quali, negli anni, hanno dato vita ad una pluralità di complessi aziendali con il solo scopo, in una sorta di ideale continuità gestionale, di riversarne gli illeciti guadagni accumulati a favore dei rispettivi patrimoni personali e dell’ultima società costituita in ordine cronologico.

L’attività di P.G. si è conclusa agli inizi del corrente mese di novembre per mezzo dell’esecuzione di una misura cautelare reale finalizzata alla confisca per equivalente di beni a concorrenza del debito tributario maturato e non corrisposto dagli indagati per gli anni di imposta 2007 e 2008 ed ha permesso di sottoporre a sequestro 29 immobili siti in Avellino, Roma, San Giorgio a Cremano, Melendugno e Santa Maria del Cedro; 1 capannone industriale sito in Grottaminarda; 321.066,00 metri quadri di terreni agricoli ed un intero complesso residenziale, da oltre 1000 metri quadri, il tutto, per un valore complessivo di circa 3.200.000,00 euro.

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