Galasso: Legge indegna, non ho scelte, voglio fare da ponte con Roma

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Si dimette. Colpa di una legge che non condivide. Giuseppe Galasso, sindaco di Avellino, si è ritrovato davanti ad una scelta obbligata. Se non fosse stato per quella maledetta legge che costringe i sindaci a dimettersi 180 giorni prima, non l’avrebbe mai fatto: quello di lasciare la fascia tricolore. Ma l’ambizione, ha avuto il sopravvento. E soprattutto l’occasione di giocarsela per continuare l’ascesa politica. Il Galasso politico, eletto a suon di voti per nove anni sindaco del Capoluogo, chiama a raccolta assessori, consiglieri, stampa. Dei primi due ce ne sono ben pochi, degli ultimi molti di più. In queste occasioni ascoltare le parole di un primo cittadino fa gola a chiunque. E Galasso lo spiega, senza girarci intorno, in soli venti minuti di orologio. “devo necessariamente sottopormi a questo indegno passaggio, non certamente per sfuggire a responsabilità. Ho affrontato momenti ancora più difficili, a critiche ingenerose e per nove anni sono andato avanti grazie all’apporto di tutti: dai consiglieri, agli assessori, ai partiti che mi hanno sempre sostenuto. Si chiude un ciclo, non si può fare il sindaco a vita, bisogna consentire anche ad altri di portare programmi, idee. Ho garantito al Partito Democratico di governare questa città. Amministrare non è semplice, le difficoltà del paese sono sotto gli occhi di tutti. Chi pensa che abbia fatto poco non vive la città: la nostra attenzione è sempre stata alta dalle periferie al centro. Abbiamo rispettato in pieno il programma elettorale”. Tolta la fascia tricolore (ha sempre venti giorni per ripensarci, nel frattempo sarà Gianluca Festa a reggere le sorti del Comune ndr), Galasso si proietta in avanti, ricordando prima di tutto la sua carriera politica locale: “sempre supportata dal suffragio dei voti, a me nessuno ha regalato nulla, non faccio parte della schiera dei nominati”. Lancia probabilmente una frecciatina a chi si ritrova in Parlamento oggi. “Voglio fare da ponte tra Avellino e Roma. Affiancare il senatore De Luca per rappresentare il territorio irpino, visto che ben 7 nominati del centrodestra hanno fatto ben poco”. Si trova già una collocazione Galasso, punta ad un posto alla Camera dei Deputati. “Ho dato la disponibilità al mio partito. Una scelta che ti segna la vita. Ho riflettuto molto in questi giorni. Non ho nulla di garantito dal partito. I cittadini che ho incontrato per strada mi hanno sostenuto in questa scelta”. Si vedrà come andrà a finire….

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