Furto sacrilego: sono 60 le ostie rubate. Inquirenti a tutto campo

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Sturno – La pista satanica, di giorno in giorno, diventa l’ipotesi sempre più accreditata. Almeno secondo quanto ufficiosamente trapela dagli inquirenti. Saranno fondamentali gli esiti degli esami sulle tracce di sangue rilevate dai Carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano. Intanto a Sturno si continua a parlare del furto sacrilego avvenuto ai danni della chiesa di San Domenico Maggiore: un episodio non solo di cronaca ma anche religioso con contorni misteriosi. Oggetto del furto infatti sono state le ostie benedette contenute nella pisside. Un colpo sacrilego per il quale il Vescovo di Sant’Angelo dei Lombardi Mons.Alfano ed il parroco di Sturno don Pasquale hanno voluto riunire la comunità. Hanno celebrato la Santa Messa, una sorta di veglia di riparazione come è stata definita dal parroco. Don Pasquale spera che “…chi ha commesso questo reato si ravveda e si penta”. Un incontro con e per la comunità necessario per riportare la tranquillità e la speranza nella fede soprattutto tra le persone anziane, molte delle quali avrebbero anche paura di entrare in chiesa. Tra loro negli ultimi giorni non si fa altro che parlare del Demonio in quanto temono che il pane eucaristico rubato possa essere oltraggiato. Intanto sul fronte investigativo, la pista più accreditata che gli uomini del Capitano Marco Iannucci seguono resterebbe quella relativa alle messe nere, ai riti esoterici. Un episodio comunque avvolto dal mistero. Tre sarebbero le possibili motivazioni: si sarebbe potuto trattare di un furto ad opera di adepti di una setta satanica, oppure di un furto su commissione ovvero di un furto a scopo di lucro visto che esiste un vero e proprio mercato dell’esoterismo. Le ostie consacrate, trafugate nelle Chiese da adepti di Satana, sarebbe un fenomeno realmente verificabile in quanto ‘fanno gola’ a maghi, sette o fattucchieri che pagherebbero circa cinquanta euro al pezzo. L’unico vero indizio, almeno per il momento, in possesso dei Carabinieri resta quello delle tracce di sangue prelevate sul posto. Sangue ritrovato su quella vetrata frantumata dai malviventi per potersi introdurre all’interno della chiesa di San Domenico Maggiore. Un elemento che potrebbe far risalire agli autori dell’episodio sempre che, chi ha agito, sia già noto alle Forze dell’Ordine, ovvero già schedato. Ed è anche per questo i Carabinieri in queste ore sono impegnati in controlli soprattutto nei confronti di pregiudicati della zona: in merito, come ha sottolineato il Capitano Iannucci sarebbe da escludere l’area sannita. Ad agire sarebbero stati irpini residenti tra il territorio di Sturno ed i comuni limitrofi. In attesa della svolta, gli inquirenti con l’aiuto e la collaborazione del parroco sono riusciti a quantificare in sessanta le ostie trafugate con la pisside. (e.b.)

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