Avellino – Nessuna traccia dei malviventi che hanno rubato il calice che contiene le ostie dall’altare della Chiesa del Cuore Immacolato di Maria. Gli inquirenti non escludono alcuna pista e così come sospetta lo stesso parroco della Chiesa di Via Degli Imbimbo ad Avellino, don Luigi Tomasetti, non si potrebbe escludere che si sia trattato di un episodio legato all’occulto. Così come si è già verificato il 29 agosto scorso nella Chiesa di San Domenico Maggiore a Sturno, ignoti hanno preso di mira proprio la pisside contenente le ostie. Due episodi simili a distanza di dieci giorni che fanno pensare che tutto sommato l’ipotesi dell’esistenza di una setta satanica in Irpinia non è da sottovalutare. Così come ha spiegato don Luigi, si tratta di un furto mirato ma comunque avvolto dal mistero. Tre sarebbero le possibili motivazioni: si sarebbe potuto trattare di un furto ad opera di adepti di una setta satanica, oppure di un furto su commissione ovvero di un furto a scopo di lucro visto che esiste un vero e proprio mercato dell’esoterismo. L’indagine prosegue incessantemente: per gli inquirenti non è soltanto importante scoprire gli autori del furto sacrilego ma soprattutto chiarire se colui o coloro che si sono macchiati di tale reato siano dei ‘semplici’ ladri con la passione per il sacro oppure adepti di sette sataniche. Elementi, almeno per il momento non ce ne sono. Gli inquirenti hanno ascoltato alcune persone che avrebbero visto uscire dalla Chiesa del Cuore Immacolato di Maria, proprio il pomeriggio del furto, due giovani che si allontanavano con un pacco nel quale probabilmente vi era custodito il calice. (e.b.)
Redazione Irpinia
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