Furto di auto, rapina e lesioni ad un’anziana: condannato a sette anni

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AVELLINO- Sette anni di reclusione al ventiquattrenne che nell’agosto scorso, in poche ore nel capoluogo, si era reso autore del furto di una vettura, di un furto con destrezza di una borsa, della rapina ai danni di un’anziana, che aveva subito anche lesioni perché spinta a terra e di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. La condanna al termine del processo davanti al Tribunale Collegiale di Avellino, presidente Lucio Galeota, dove il ventiquattrenne M.B.I era stato mandato a processo con il rito immediato da parte della Procura della Repubblica di Avellino. La stessa Procura aveva invocato una condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione. Per la difesa, l’avvocato Tomeo, quella era stata una “giornata di ordinaria follia” ma il “giovane non era un rapinatore abituale” per cui invocando queste circostanze aveva chiesto il minimo della pena. Le motivazioni della sentenza emessa dal Tribunale di Avellino saranno depositate entro trenta giorni. Il fatto è relativo all’arresto eseguito ad agosto da parte degli agenti delle Volanti della Questura di Avellino e della Squadra Mobile. La vicenda per cui si era a processo risale ad agosto. I Poliziotti della Squadra Mobile e dell’U.P.G.S.P. della Questura di Avellino in seguito alla segnalazione del furto di un’autovettura di colore nero, si erano messi sulle tracce della stessa, che intanto aveva fatto segnalare passaggi in alcune aree cittadine dove sono presenti le telecamere del sistema di videosorveglianza.
Nel corso delle attività di ricerca del veicolo, era giunta una diversa nota alla Centrale Operativa relativa ad uno scippo commesso in una via del centro cittadino ai danni di una donna, che nella circostanza riferiva un uomo di corporatura robusta e molto alto si era impossessato della sua borsa.
Dopo una ventina di minuti, era segnalata una rapina perpetrata, in altra via, ai danni di un’anziana signora. La vittima riferiva, al personale immediatamente giunto sul posto, che un uomo molto alto e robusto, vestito di scuro, aveva cercato di strapparle due borse che l’anziana aveva a tracolla. La donna, nel disperato tentativo di trattenere le borse, era stata trascinata ed era caduta a terra, finché, esausta, aveva lasciato la presa e l’uomo sottraeva i beni e saliva a bordo di un’autovettura di colore nero, dileguandosi. Le pattuglie, già dislocate sul territorio cittadino, si erano poste immediatamente alla ricerca del possibile autore dei reati, sospettando che potesse essere proprio colui che aveva, poco prima, rubato l’autovettura di colore nero, per commettere più reati, anche in tempi diversi, ma legati da un unico disegno criminoso. La svolte era arrivatane dalle ricerche anche nei comuni limitrofi e, dopo poco tempo, nel comune di Mercogliano, all’interno del piazzale antistante un distributore di carburanti, era notata in sosta l’autovettura ricercata, con a bordo un uomo noto all’ufficio, che stava per ripartire. Ma era stato immediatamente bloccato e controllato. Da subito, l’uomo mostrava segni di sofferenza, proferendo insulti nei confronti del personale operante e iniziando ad assumere comportamenti sempre più aggressivi, tanto da rendere necessaria la richiesta di altro personale in ausilio.
Era così eseguita una perquisizione personale che, estesa all’autovettura, permetteva il rinvenimento, sul sediolino anteriore della stessa, di un telefono cellulare, successivamente riconosciuto come proprio da una delle vittime.
L’immediata prosecuzione delle indagini permetteva di ricostruire i fatti e di dichiarare l’uomo in stato di arresto.
Il P.M. di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino disponeva la traduzione dell’indagato in carcere, in attesa della fissazione dell’udienza di convalida. L’ imputato era già sottoposto ad un diverso provvedimento di divieto di avvicinamento alla casa familiare, per il quale, intanto, era intervenuta una ordinanza di aggravamento di misura cautelare, emessa dal Tribunale di Avellino, che sostituiva la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alle persone offese con braccialetto elettronico.