Furti in appartamento, il rischio corre sui social soprattutto in vacanza

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Quando si parte per le vacanze si espone la propria casa a eventuali furti e nell’epoca dei social il fenomeno viene amplificato. Quando si è troppo attivi nell’aggiornare il profilo Facebook con selfie dalle località turistiche o quando si geolocalizzano i propri movimenti, c’è il rischio di dare informazioni utili a potenziali malintenzionati.

La voglia di apparire ha spesso la meglio persino sulla sicurezza. Il 57% dei giovani italiani si geolocalizza sui social quand’è in villeggiatura e quasi la metà di loro lascia il profilo ‘aperto’. Il vero problema è che la maggior parte di loro è consapevole di ciò: secondo una ricerca su 4mila ragazzi tra gli 11 e i 25 anni – effettuata da Skuola.net in collaborazione con Verisure – più di 2 su 3 (per la precisione il 67%) pensano che ci sia un legame stretto tra i furti in casa e l’eccessiva visibilità online; appena il 9%, al contrario, non vede un collegamento tra le due cose; mentre il 24% pensa che, quando accade, si tratti solo di un caso.

Il risultato della ricerca ha verificato che solo 1 su 4 – il 26% – apre le porte a una cerchia selezionata di conoscenze, mentre il 40% dei ragazzi ammette di avere profili social ‘aperti’ a tutti, a cui si aggiunge un 13% che lascia campo libero non solo agli amici digitali ma anche agli ‘amici degli amici’.

Fortunatamente i genitori si sono rivelati molto più prudenti, malgrado una minore consapevolezza dei meccanismi ‘nascosti’ dei social network. Stando a quanto dichiarato dai figli, sono davvero in pochi a geolocalizzarsi lontano da casa (il 18% ogni tanto, appena il 3% sempre) e ancora meno quelli che tengono un diario digitale preciso e puntuale della trasferta. Di base però, la maggior parte non utilizza i social sia perché non ha l’abitudine di esporsi tramite selfie o foto ‘compromettenti’, sia perché ritiene che non sia un luogo sicuro.

Dal sondaggio risulta anche che per le nuove generazioni l’Italia sarebbe fondamentalmente un Paese sicuro (75%) con la differenza che per il 31% la situazione è migliorata rispetto al passato mentre per il 44% le cose stanno peggiorando.