Furono sorpresi in possesso di 5mila compresse di viagra, assolti un uomo ed una donna di Solofra

Furono sorpresi in possesso di 5mila compresse di viagra, assolti un uomo ed una donna di Solofra

4 Marzo 2021

Furono sorpresi in possesso di 5mila compresse di viagra, assolti un uomo ed una donna di Solofra. I fatti risalgono al giugno 2015. Dopo una vasta operazione della Guardia di Finanza di Venezia che interessò l’intero territorio nazionale, emersero gravi indizi di colpevolezza a carico dei due per il reato di importazione di farmaci.

Inoltre, da una fitta e serrata attività di intelligence, svolta attraverso l’ “agente provocatore”, emerse un vero e proprio mercato nero di farmaci importati principalmente dalla Cina, del tutto sprovvisti delle licenze e delle autorizzazioni europee.

Successivamente, l’abitazione dei due solofrani fu oggetto di perquisizione e furono rinvenute circa 5 mila compresse di farmaci che, sottoposte ad analisi chimica da parte dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, risultarono contenere principi attivi quali “Sildenafil citrato”, “Tadalafil”, “Verdenafil” ed “Avanafil”, tutti farmaci utilizzati principalmente nella terapia della disfunzione erettile – meglio noti con i nomi di “viagra” e “chalis” – e soggetti a prescrizione medica.

Inoltre, dall’analisi dei diversi pc caduti in sequestro era emersa una vasta rete di venditori ed acquirenti, con numerosissime transazioni.

Per i due solofrani scattò il sequestro dei farmaci e l’imputazione per i reati di importazione di farmaci e di esercizio abusivo della professione di farmacista.

Dopo una lunga istruttoria durata circa 4 anni e l’escussione di numerosi testi, tra cui operatori di polizia giudiziaria e due consulenti tecnici, la difesa dei due, affidata all’avvocato Mauro Alvino, è riuscita a dimostrare la totale estraneità ai fatti della donna e la insussistenza dei reati contestati all’uomo e, così, stamane il Tribunale Monocratico Penale di Avellino, con la dottoressa Eligiato, ha assolto i due, l’una per non aver commesso il fatto e l’altro perché il fatto non sussiste.