Fucile ad aria compressa “alterato”: perizia scagiona un quarantenne di Aiello

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AIELLO- Era accusato di aver detenuto e portato in luogo pubblico una carabina ad aria compressa di marca tedesca con una energia cinetica pari a 16,04 joule, ovvero superiore alla soglia dei 7,5 joule al di sopra della quale anche le armi ad aria compressa vengono ritenute armi comuni da sparo, scagionato da una perizia chiesta dal difensore e assolto un quarantunenne di Aiello Del Sabato.

La decisione del giudice monocratico del Tribunale di Avellino, che ha accolto le conclusioni del difensore dell’imputato, l’avvocato Carmine Ruggiero.

I fatti risalgono al 2018, quando vi era stato il sequestro (poi annullato dal Riesame) della carabina ad aria compressa. La difesa aveva chiesto ed ottenuto una consulenza, quella affidata all’ingegnere Alessandro Lima, per stabilire se l’arma avesse subito alterazioni.

Come e’ noto, dal 2001, con l’entrata in vigore del decreto ministeriale n. 362 del 9 agosto, in Italia possono essere acquistate da qualsiasi maggiorenne le cosiddette armi ad aria o gas compressi “di modesta capacità offensiva”, intendendo con questo le armi ad aria o gas compressi che erogano una energia cinetica inferiore ai 7,5 joule. La consulenza ha dimostrato che non vi erano alterazioni. Per cui verosimilmente da queste conclusioni e’ derivata la sentenza di assoluzione.