FT/Tim Cup il sogno Juventus Stadium diviene realtà. 2-1 al Partenio

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Avellino – Cesena 0 – 0
Avellino – Frosinone 2 – 1
Tabellino:
Avellino – (3-5-2): Seculin; Bittante, Peccarisi, Izzo; Zappacosta, D’Angelo, Togni (26′ st Arini), Schiavon, Dia Pape (24′ st Millesi), Galabinov, Soncin (12′ st Castaldo).
A disp.: Di Masi, Angiulli, Arini, Biancolino, Castaldo, Millesi, De Vito, Pisacane, Massimo.
All.: Massimo Rastelli
Frosinone – ( 4-3-1-2): Zappino; Frabotta, Blanchard, Russo, Ciofani M.; Carrus, Gucher (20′ st Paganini); Altobelli (32′ st Gori); Cesaretti, Curiale D.
A disp: Mangiapelo, Formato, Menicucci, Gori, Campagna, Paganini, Aurelio.
All.: Roberto Stellone
Arbitro: Dino Tommasi della sezione di Bassano del Grappa
Guardalinee: Giuseppe De Pinto di Bari e Giuseppe Stallone di Foggia
Quarto Uomo: Marco Guida di Napoli
Ammoniti: 31′ pt Soncin (A);
Espulsi:
Angoli: 6 – 2
Reti: 21′ pt D’Angelo (A); 36′ st Castaldo (A); 45′ st Ciofani D. (F)
Recupero: 1′ pt; 3′ st
Note: presenti circa 3.500 spettatori. Lo striscione: L’emergenza non finisce, forza Sardegna.

Le curiosità del match:
– L’Avellino non subisce in Coppa Italia da 243′: ultima rete subita in Sassuolo – Avellino 1-0 del 12 agosto 2012, autore al 27′ Troianiello. Da allora si sommano i restanti 63′ di quella gara e le due intere – vinte entrambe in casa per 1-0 – nell’edizione in corso.
– L’Avellino è reduce da 3 vittorie interne consecutive in Coppa Italia: 3-1 sulla Sambenedettese nel 2012/2013, doppio 1-0 su Monza e Cesena quest’anno. L’ultima squadra a strappare punti dal “Partenio – Lombardi” è stata la Reggiana, vittoriosa 1-0 nell’edizione 2008/2009.
– Il Frosinone 2013/2014 è approdato al quarto turno di Coppa Italia maggiore 2013/2014 dopo aver battuto per 1-0 prima l’Aquila in casa, poi il Modena al “Braglia”, infine 2-1, dopo tempi supplementari, il Cagliari, sul neutro di Trieste. I gialloblù hanno centrato, pertanto, il loro risultato storico in Coppa, eguagliando quello dell’edizione 2009/2010, quando si fermarono proprio al quarto turno, ma essendo partiti dal secondo in quell’occasione, ne superarono soltanto 3, contro i 4 di oggi; nel secondo turno si imposero in casa sul Varese ai rigori per 4-3 (1-1 al 90′ e 120′), nel terzo ebbero la meglio sul neutro di Ravenna sul Bologna (7-6 ai rigori, 0-0 al 90′ e 120′), al quarto uscirono per mano del t, che in casa superò i ciociari 2-0.

La cronaca: lo Juventus Stadium, per l’Avellino di Massimo Rastelli diventa un sogno. I lupi passano il turno contro il Frosinone di Stellone e si qualificano per giocare il prossimo 9 gennaio con la capolista della serie A. Il tecnico biancoverde schiera in campo la formazione vincente. Tra le novità in campo Rastelli decide per il rientro di Izzo in difesa; D’Angelo e Pape Dia a centrocampo; Soncin in attacco al fianco di Galabinov.
Nel primo tempo i padroni di casa si rendono pericolosi sin da subito. Al 7′ minuto di gioco, ghiotta occasione per Bittante, ma il suo destro viene tempestivamente bloccato da Zappino. Un minuto ed il Frosinone risponde con Cesaretti che, servito da Ciofani, fa partire un diagonale che termina di poco al lato della porta difesa da Seculin. I ciociari pigiano il piede sull’acceleratore e, al 12′ sfiorano il vantaggio con Daniel Ciofani che converge verso l’area e va al tiro. La conclusione viene bloccata prontamente dal numero 1 biancoverde. Al 21′, però, i laziali non hanno scampo. Il capitano biancoverde Angelo D’Angelo raccoglie un tiro-cross di Zappacosta, difende il pallone e fa partire un destro in diagonale che centra lo specchio della porta difesa da Zappino. 1 a 0 ed il Partenio si infervora in un clima da lupi. Gli irpini divorano il raddoppio in due occasioni ravvicinate. Al 23′ e al 24′. Con Galabinov prima, con Soncin poi. Nel finale, riflettori puntati su Schiavon. L’ex Cittadella stordisce letteralmente la difesa di Stellone. Al 25′ conclusione dai 25 metri che termina al lato. Bolide al 31′ che sfiora il palo. La prima frazione si chiude con i laziali sotto di un gol. L’Avellino, sino allo scadere, crea ed inventa una miriade di palle gol per raddoppiare ed archiviare in cassaforte la qualificazione, ma la dea bendata le volta le spalle. Il cambio di modulo (4-3-1-2), a partita in corsa, ha portato i frutti sperati, almeno in parte.

Partenza sprint nella ripresa per l’Avellino. Occasione d’oro al 5′: dopo un’azione eccezionale, Zappacosta si fa parare una conclusione ravvicinata da Zappino, raccoglie Pape, ma il suo sinistro termina sulla traversa dopo la deviazione del portiere. Al 26′ cross di Millesi per Castaldo che, al volo di destro, sfiora il palo alla sinistra di Zappino. Al 36′, però, la Vecchia Signora appare dietro l’angolo. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, girata al volo di Arini, miracolo di Zappino, il pallone viene recuperato da Castaldo che, a due passi, deposita in rete. Papera di Seculin al 45′. L’estremo difensore tenta di dribblare Curriale. L’attaccante gli soffia palla tira e colpisce il palo, ma Ciofani accorcia le distanze. Si vola a Torino. Il nuovo anno si parte. L’Avellino si qualifica e giocherà con la Juventus. Un evento storico, che la città tutta merita. Altro tabù sfatato in meno di due anni.(A. V.)

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