Fronte comune dei parlamentari per la riapertura dell’Irisbus

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Le rappresentanze sindacali, i parlamentari irpini e i lavoratori dell’Irisbus si sono incontrati questa mattina presso il Centro Sociale Samantha della Porta per confrontarsi sulla mozione parlamentare che è stata depositata alla Camera il 24 giugno scorso e che porta la firma dei deputati irpini: Paris, Famiglietti, Giordano, D’Agostino, De Mita.
L’obiettivo è riportare al centro dell’agenda di Governo la vertenza Irisbus, lo stabilimento di Flumeri di proprietà dell’Irisbus-Iveco, azienda totalmente acquisita dal Gruppo Fiat nel 2003, che ha chiuso nel 2011 mettendo alla porta circa 700 dipendenti. Il Gruppo Fiat è titolare di cinque siti produttivi in Europa, oltre Flumeri, ma solo per il sito Italiano è stata annunciata la chiusura, attribuendone le ragioni agli effetti della crisi che ha colpito il mercato degli autobus. Allo stato attuale circa 400 lavoratori sono in cassa integrazione, altri 200 sono stati ricollocati in altre aziende del gruppo Fiat o finiti tra gli esodati. Nonostante l’attenzione sulla vertenza Irisbus non è mai mancata, a due anni dalla chiusura dell’azienda ancora non è stato aperto un tavolo di discussione tra il Governo e la Fiat che porti ad una soluzione concreta per tutti quei lavoratori che al di là della difficile situazione che stanno vivendo, tra contratti di solidarietà, mobilità sociale e cassa integrazione, vedranno quest’ultima scadere il 31 dicembre. Urge dunque “…una seria regia governativa per una strategia di rivisitazione e riqualificazione del parco mezzi del trasporto pubblico locale”. E’ questo, quanto chiedono in maniera unitaria i deputati irpini al Governo Letta, dal momento che gli interventi di finanza pubblica adottati nell’ultimo triennio hanno invece visto una radicale riduzione in materia di servizi di trasporto pubblico.
“Serve un’inversione di marcia – ha dichiarato Paris -. Abbiamo deciso di mettere al centro della nostra attività politica l’impegno per portare avanti il rilancio del sistema trasporti. La politica non può permettersi il lusso di distrarsi, soprattutto dobbiamo essere rappresentativi per il territorio, da qui l’importanza per l’Italia di rifare tutto il parco mezzi puntando sui stabilimenti Irisbus di Flumeri e BredaMenariniBus di Bologna. La mozione – continua la deputata – chiede un ripristino del nostro piano strategico nazionale in materia di autobus”.
Dello stesso avviso anche Giancarlo Girodano: “La politica quando si tratta di questi temi deve fare fronte comune, superando le divisioni nell’interesse dei cittadini. La mozione presentata non incrocia soltanto la vertenza irpina, ma è di interesse nazionale, il Governo conosce bene la vicenda dello stabilimento Irisbus, speriamo che Letta voglia investire in iniziative che possano creare sviluppo nel rispetto dell’ambiente evitando così di essere multati dall’Europa”. Infatti il 31 dicembre è entrata in vigore la nuova normativa Europea “Euro6” per i mezzi pesanti, autobus compresi, il regolamento che prevede nuovi limiti di emissioni inquinanti, è già operativo per le nuove omologazioni, mentre a partire dal 2014 lo sarà per le nuove immatricolazioni. Per evitare di incorrere in nuove multe è quindi necessario finanziare un piano per il trasporto pubblico che guardi alla salvaguardia del cittadino e dell’ambiente. Ed è in questa direzione che secondo i lavoratori dell’Irisbus e le rappresentanze sindacali, i parlamentari irpini devono lavorare, costruendo una proposta che possa invertire il trend negativo che interessa l’Italia. Allo stato attuale, infatti, sul totale del parco autobus circolante in Italia solo il 15 per cento dei mezzi è conforme alle categorie Euro V o EEV previste per rientrare nei limiti stabiliti dalle direttive Europee. “L’Irisbus è un’azienda che ha le capacità e le competenze per inserirsi in questo scenario – spiegano i lavoratori dello stabilimento-, possiede le forze giuste per mettersi sul mercato dei motori ecologici permettendo all’Italia di mettersi in regola con la normativa Europea”.
Presente all’incontro anche il senatore Sibilia: “Condivido a pieno la mozione, ma non essendo alla Camera non ho potuto essere tra i firmatari, tuttavia a quanto apprendo il documento sarà presentato anche in Senato e avrò modo di sottoscriverlo. Nel 2011 in Parlamento si era iniziato a discutere della questione, purtroppo a causa dei cambi di Governo ancora non è stato raggiunto alcun risultato”.
Vincenzo Petruzziello, invece segretario provinciale della Cgil, auspica ad una presa di posizione del Governo nei confronti della Fiat. “Abbiamo capito che la Fiat non è interessata allo stabilimento Irisbus in Irpinia, noi non dobbiamo dargliela vinta, dobbiamo essere coesi e alla discussione dobbiamo aggiungere un tavolo politico per vincere con la nostra vertenza. Sono passati 3 Governi e non abbiamo avuto un tavolo serio per discutere di un piano di trasporto nazionale. Ad oggi la posizione dei sindacati e dei lavoratori è produrre pullman”.
La discussione sul futuro dell’Irisbus si riaprirà domani alle 9.30 presso il carcere Borbonico, dove si terrà un convegno al quale interverranno anche il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini, il vice ministro dei trasporti Vincenzo De Luca, il sindaco Paolo Foti, il segretario della Fiom Cgil Sergio Scarpa e il segretario regionale Andrea Amendola.

(di Rosa Iandiorio)

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