Fresiello (An): “Quanto conterà De Mita nell’alleanza con il PdL?”

0
127

Sturno – “Quando in giro si parla di Irpinia si pensa sempre a De Mita. Chi vuole provi a fare un sondaggio. Chieda in giro se qualcuno conosce la nostra terra per quello che realmente offre o per la persona di De Mita. Lungi da me attacchi personali all’ex presidente del consiglio, ma è sul sistema di potere politico che voglio soffermarmi. Ebbene, risaltiamo alla cronaca per una sanità che di pubblico ha solo il nome; per il fatto che se si vuole trovare un lavoro non serve essere qualificati, ma avere le conoscenze giuste. In una intervista, l’on. Milanese dice testualmente “De Mita è De Mita, è un potere autonomo. Qui alle scorse politiche l’UDC ha avuto il 15 per cento e credo fossero soprattutto voti dell’ex presidente del Consiglio”, ma poi continua “e poi va fatta un’altra considerazione. Gli elettori dell’UDC sono di centrodestra”. Credo ci sia una forte incongruenza: o gli elettori in questione sono di De Mita o sono del centrodestra”. Sono le affermazioni del presidente del circolo An-PdL Graziano Fresiello di Sturno e Frigento che in una nota diretta all’on. Milanese continua: “A mio personale avviso, quel 15 per cento è rappresentato non tanto da elettori di centrodestra, quanto da personali elettori dello stesso De Mita, che ancora riscuote molti consensi in Irpinia. Per la verità molto più a livello personale che politico. De Mita c’è e continuerà ad esserci, proprio perchè rappresenta l’essenza della vecchia politica, quella nella quale si poteva passare da un lato ad un altro senza troppi problemi, senza troppe indignazioni; una politica vecchia, politicante e demagogica, basata solo sulla spartizione delle poltrone, non sulle idee; quella stessa politica responsabile della catastrofica situazione odierna. Lei, onorevole Milanese, dice di voler impedire la fuga di cervelli, ma basta aprire i principali quotidiani locali di ieri per capire la caratura della politica locale, quella che conta: spartizioni di massa di poltrone tra PD e demitiani; sempre le stesse facce, che ogni tanto cambiano poltrona per non annoiarsi troppo. Il tutto presentato come se fosse una pratica naturale, normale. Ebbene non è normale: questa è una politica profondamente malata. Non è tanto la fuga di cervelli che va evitata, quanto la loro atrofizzazione. Il nostro partito, che si propone di rinnovare il territorio, si deve occupare, piuttosto, di scardinare questo sistema clientelare-poltronistico, che non lascia sbocchi a nessuno se non ad una specifica parte politica. Mi chiedo, onorevole: ha mai sentito dire che un politico si è interessato di inserire negli organici dei vari enti un giovane meritevole? Qui la politica si interessa degli amici degli amici. Il modello politico attuale non dovrà mai essere importato nel PdL, perché nel momento stesso in cui ciò dovesse accadere il PdL cesserà di esistere come forza innovatrice. Infine, ammesso e non concesso, che si dovesse andare in campagna elettorale con questa alleanza, come si pensa di condurla contro un PD che ha saputo liberarsi di tale peso? E quando vinceremo le elezioni, cosa cambierà nella nostra Irpinia? Credo che se De Mita dovesse portare con sé un 15 per cento di voti, conterà eccome, nel PdL. Quindi conserverà lo strapotere politico che oggi ha e le elezioni non saranno servite a nulla, perché nulla sarà cambiato”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here