Franco Trifuoggi ricorda Claudio Preziosi

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Franco Trifuoggi ricorda Claudio Preziosi, avvocato di Avellino morto la scorsa settimana a 77 anni.

Vasta scia di rimpianto ha lasciato la scomparsa, ad Avellino, dell’avvocato Claudio Preziosi, figura poliedrica, di grande prestigio professionale, brillante avvocato civilista, professore di diritto tributario presso l’Università di Salerno e presidente della Camera degli avvocati tributaristi di Avellino, vero luminare del diritto.

Nato da una famiglia di grandi tradizioni culturali (suo padre, l’avvocato Olindo Preziosi, fu sindaco del capoluogo irpino negli anni cinquanta e parlamentare per due legislature; suo fratello maggiore, Massimo, fu avvocato penalista e politico, sindaco di Avellino negli anni settanta), era nipote, tra l’altro, dell’illustre umanista Vincenzo Preziosi, preside del glorioso liceo classico “Colletta” negli anni difficili del primo dopoguerra, prodigiosa fucina di futuri eminenti filologi e cattedratici come Antonio La Penna, Gennaro Savarese, Dante Della Terza e Attilio Marinari.

In Claudio Preziosi, dotato di una solida e sicura base umanistica e di una profonda preparazione giuridica, e insieme di carattere riservato e del tutto alieno da facili lusinghe mediatiche, coesistevano, in perfetta armonia, le varie attività e propensioni professionali: al rigore della sapienza giuridica, alla finezza e all’acume dell’intelligenza si accompagnava la passione per il diritto, in particolare per quello tributario, e per l’insegnamento. Donde egli riusciva brillante e impareggiabile sia nelle dispute proprie delle aule giudiziarie sia nell’appassionato magistero esercitato nell’Università.

Singolare era la sua virtù – recentemente ricordata dalla stampa irpina – di avvicinare gli studenti al diritto tributario, esorcizzando il comune pregiudizio che lo riteneva arido ed eccessivamente tecnico, e suscitando, con l’ardore della sua passione e la suadente suggestione della sua parola, l’amore e l’entusiasmo per la materia. Memorabile rimane, al riguardo, la deplorazione – da lui vigorosamente espressa durante una lectio magistralis presso la sede dell’AIGA (Associazione italiana giovani avvocati) nel 2013 e opportunamente richiamata dal prestigioso periodico L’Irpinia – della invalsa lontananza degli avvocati da tale disciplina, per lungo tempo ad essi invisa, insieme con la rivendicazione della necessità, per uno studio proficuo di essa e per affrontarne la continua trasformazione ed evoluzione, della mente e dell’esperienza di un giurista.

Accanto a questo innegabile riconoscimento a lui dovuto giova, a chi, come me, ha avuto il bene di conoscerlo, ricordare la sua dimensione etica, il rigore morale, l’onestà adamantina, la signorilità del tratto disposata all’affabilità di uomo di altri tempi, nutrita di una cultura non mai ostentata, tale da rendere accattivante la sua colta conversazione.

Claudio Preziosi rimane, quindi, nel ricordo come un faro di sapienza giuridica, vero maestro e finissimo cultore del diritto, docente entusiasta e incisivo, modello di alta professionalità e rettitudine.

Ai familiari tutti, e in particolare alla eletta sua consorte Gigliola Tino, le più sentite condoglianze.