![]()
Quali sono gli scenari che si prospettano per il centro in Irpinia?
“C’è questa affascinante prospettiva di composizione di un nuovo organo politico, capace di accogliere al proprio interno tutti coloro che fanno riferimento al centro, insoddisfatti del bipolarismo e che vogliono innovazione e coerenza nella politica, sia locale che nazionale”.
Tra gli obiettivi che il nuovo partito si propone c’è quello di raggiungere un risultato importante alle prossime amministrative. Per far sì che questo si realizzi, verranno create nuove alleanze?
“I tempi sono propizi per il centro, il bipolarismo così com’è non funziona. Da un lato il nascente Partito Democratico sta creando file e file di delusi, dall’altro c’è una destra troppo arroccata sulle sue posizioni, incapace di ascoltare e di adeguarsi al cambiamento. Il centro può rappresentare una valida alternativa a tutto questo, e non nascondo che ci sono delle trattative in atto, sia con ‘Italia Popolare’ di Gerardo Bianco che con altre istituzioni e associazioni di centro, senza ovviamente dimenticare Udeur e Udc”.
Qual è dunque il destino di ‘Italia Di Mezzo’?
“Il destino di Italia di Mezzo è quello di Follini, dunque il destino di Italia di Mezzo è nel Partito Democratico. Follini ha fatto una scelta. I delusi, o semplicemente coloro che non si riconoscono nella nuova posizione presa dal partito, hanno preferito organizzarsi, unendosi in associazioni, enti e partiti con l’obiettivo, oltre che di rappresentare un’alternativa, di rimodulare e riformulare i due Poli”.
Dunque, Italia di Mezzo e Di Cecilia sembrano destinati a lasciarsi…
“E’ l’Italia di Mezzo che ci ha lasciati, non siamo noi ad averla abbandonata. Comunque, questo è un periodo di transizione. Aspettiamo gli sviluppi degli scenari politici nazionali e soprattutto la nuova legge elettorale”. (di Giuseppe Matarazzo)