Francesco Caruso a Polistudiando: “Non sono un nostalgico dell’Urss”

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Benevento – Per il quinto appuntamento di Polistudiando, l’onorevole Francesco Caruso ha incontrato, nel pomeriggio, gli studenti della Facoltà di Scienze Economiche e Aziendali, presso l’Aula Ciardiello. Il deputato di Rifondazione Comunista, che preferisce dire di appartenere al movimento no-global, e non di esserne il rappresentante, è stato intervistato dagli studenti, coordinati dal prof. Paolo Ricci, promotore degli eventi, e dal Preside della Facoltà, Ennio De Simone. Una breve retrospettiva ha ripercorso l’impegno politico dell’on. Caruso, candidato con Rifondazione Comunista e dal 2006 alla Camera. “Una voce diversa – ha detto il prof. De Simone – da quelle tradizionali della politica ascoltate fino ad ora. Caruso rappresenta la protesta, la contestazione, la novità, la critica alla società che si pone come obiettivo il cambiamento”. Trentatré anni, non si fa chiamare onorevole, si fa dare dal tu, invece, dagli studenti che assistono alla sua lezione e che non esitano a fargli domande dal tema delle privatizzazioni al caso De Magistris, dal nucleare al nuovo Partito democratico, dalle proposte popolari di Grillo al global forum di Genova, che rimanda al caso del giovane laziale ucciso dal proiettile di un poliziotto. “Non bisogna nascondere le responsabilità quando si tratta di forze dell’ordine”, ha dichiarato in merito Francesco Caruso. “Il rapporto tra politica e società – ha iniziato così la sua lezione – è la chiave di volta del mio impegno in Parlamento. È a tutti nota la crisi che investe le forme tradizionali di rappresentanza e nel cuore di questa crisi si innervano le ragioni della protesta dei movimenti di cui faccio parte. Bisognerebbe reinventare le forme della politica. Bisogna individuare le strategie per riappropriarci dal basso dei nessi istituzionali e dei processi democratici”. “Ma qual è l’altra forma di modello sociale che proponete – ha insistito provocatoriamente il prof. Ricci -. Forse siete bravi a protestare ma non altrettanto bravi nel governo. L’alternativa che ipotizzate è quella che Rousseau riteneva attuabile solo nelle piccole comunità”. “Non ho simpatia per le ideologie totalizzanti – ha risposto Caruso -. Non sono un nostalgico dell’URSS perché cresciuto all’indomani della caduta del muro. Dobbiamo riscrivere un alfabeto della convivenza sociale e civile. Nei villaggi zapatisti si sperimenta una forma di solidarietà e di condivisione collettiva che potrebbe essere trasposta a larga scala. L’ipotesi è quella lillipuziana di piccoli uomini che cercano di costruire trame sociali non inquinate dal neoliberismo, dalla mercificazione e dall’omologazione”. Ha, poi, riaffermato la sua contrarietà alle privatizzazioni portando l’esempio di Trenitalia: “In Italia – ha dichiarato – grosse aziende privatizzate, si mostrano stataliste nell’incassare i finanziamenti e privatiste nel concedere maggiori servizi”. Infine sulle proposte popolari di Grillo si dice d’accordo sulla limitazione della presenza in Parlamento per soli due mandati, così come sul fatto che tutti i cittadini che concorrono a cariche elettive debbano essere scelti attraverso elezioni primarie preliminari. Sulla terza proposta, che impedirebbe ai condannati fin dal primo grado di giurisdizione di far parte del Parlamento, preferisce fare una distinzione “tra quelli che commettono reati di mafia e corruzione e quelli che per praticare forme di rivendicazione non violenta sono condannati per interruzione di pubblico servizio”. Gli ultimi due appuntamenti di Polistudiando sono previsti il 3 dicembre con il seatore Pasquale Viespoli e il 10 dicembre con il parlamentare Pasquale Giuditta.

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