San Martino Valle Caudina – Frana in contrada Vallicella. L’amministrazione comunale di San Martino Valle Caudina smorza le critiche piovute (è il caso di dire) all’indomani dei movimenti franosi che hanno interessato quella parte del territorio caudino già interessata nove anni fa da un evento franoso di più vaste dimensioni. “Intorno alle ultime vicende relative agli smottamenti in contrada Vallicella si è creato un allarmismo ingiustificato – fa sapere il consigliere Luigi Capuano –. Si è alzato un polverone per fatti che allo stato attuale sono sotto il vigile controllo dell’amministrazione comunale. L’assessorato ai lavori pubblici sta monitorando ora dopo ora la zona. L’area è tenuta sotto stretta osservazione: non c’è nessun pericolo per persone o fabbricati del comune di San Martino Valle Caudina e dei territori limitrofi”. Le piogge cadute copiose negli ultimi due giorni hanno messo a dura prova le condizioni statiche di un terreno che proprio a causa della sua estrema fragilità è oggetto di lavori di intervento da parte del commissariato straordinario di governo per l’emergenza idrogeologica in Campania. Lavori che sono finiti nel mirino della critica mesi fa e condannati sia dal primo cittadino di San Martino Valle Caudina, Pasquale Ricci, sia dai proprietari dei terreni che si trovano a ridosso della piccola vallata. Già alla fine di novembre, infatti, gli stessi proprietari dei fondi contigui alla vallata avevano lanciato un primo allarme. La paura di una cattiva razionalizzazione dei percorsi fluviali, in particolare di due torrenti naturali, aveva creato uno stato d’allerta tra i cittadini di San Martino Valle Caudina. In tale quadro partivano le indagini con diversi sopralluoghi sul posto da parte dei vigili urbani che facevano chiarezza circa la presenza di diversi scarichi abusivi di materiali di risulta da parte della ditta metelliana titolare dei lavori di messa in sicurezza dell’area. Dagli sviluppi dell’inchiesta, portata avanti per diverse settimane, il sequestro dell’area e la denuncia a piede libero di quattro persone, di cui due indagate dalla procura della repubblica di Avellino ed anche da quella di Napoli, titolare di tutti i reati di natura ambientale.
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