FOTO/Messa in memoria di Manganelli. Ficarra: “L’uomo della svolta”

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A un anno dalla scomparsa di Antonio Manganelli, i cittadini e le massime Istituzioni del capoluogo si sono radunate intorno all’altare del Signore per ricordare il Capo della Polizia di Stato.
Una messa solenne celebrata nel Duomo di Avellino da Mons. Sergio Melillo per rendere omaggio ad un “avellinese doc” che si è sempre distinto per l’alto profilo etico ed umano con cui ha saputo servire la Patria.
“Nel giorno dell’eucaristia, cuore del mistero cristiano – ha esordito Don Melillo – siamo qui per ricordare una persona come Antonio Manganelli che nella sua breve stagione terrena ha sempre svolto con costanza e abnegazione il suo impegno al servizio del bene comune. Un uomo di Stato che si è lasciato guidare dallo sguardo plenario di Cristo, colui che indirizza la nostra vita e ha indirizzato il suo servizio amorevole. L’esempio di Manganelli sia da sprono, da guida e da incoraggiamento alle nuove generazioni. Ricordiamoci che la morte non è una pietra tombale che si interpone tra noi e la vita ma un varco tra dio e il mondo”.
Non sarà quindi la morte a spezzare il legame indissolubile che la città ha nei confronti di Antonio Manganelli, anzi rimarrà sempre vivo nel cuore di ognuno il ricordo di un uomo generoso, disponibile e amato da tutti. “In questa città tutto mi ricorda Manganelli – dichiara il Questore Maurizio Ficarra – dalle mura della Questura, allo sguardo di chi mi circonda. Inutile ricordare a voi le sue doti morali, tutti lo conoscevamo per la sua bontà. Sono stato suo amico per 20 anni, suo collaboratore alla Questura di Palermo e mai l’ho visto non sorridere, sapeva essere amichevole con tutti”. Ma lo sguardo di Ficarra non si ferma ai ricordi personali, perché Manganelli è stato l’uomo della svolta, colui che ha cambiato il volto della Polizia. “Ha scritto la storia della Polizia – conclude il Questore di Avellino – dal punto di vista investigativo si è distinto per la sua attività contro la mafia, ma soprattutto prima di lui la sicurezza era un concetto generico, lui l’ha riempita di contenuti. Io sono onorato di fare il Questore in quella che è stata la sua provincia”. (di Rosa Iandiorio)

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