FOTO / Sua maestà il “Tamburini” torna a casa. E presto suonerà per tutta l’Irpinia

FOTO / Sua maestà il “Tamburini” torna a casa. E presto suonerà per tutta l’Irpinia

25 Giugno 2020

Alfredo Picariello – Un piccolo “gioiello”, ma anche il più prezioso, che torna a casa e che potrebbe già riprendere a suonare non solo per poche persone, come è successo questa mattina, ma per un pubblico più vasto, rispettando ovviamente tutte le misure e le norme anticontagio. Su questo punto, Conservatorio e Provincia di Avellino potrebbero trovare a breve un’intesa, regalando agli amanti della musica, ma non solo, la magia dell’ascolto delle note dell’organo “Tamburini”, di proprietà del Conservatorio “Domenico Cimarosa” presieduto da Luca Cipriano e diretto da Carmelo Columbro.

L’idea l’ha lanciata il presidente dell’ente di Palazzo Caracciolo, Domenico Biancardi, stamane estasiato alla vista dello strumento posizionato sul palco dell’università avellinese. Il “Tamburini” è tornato a casa dopo ben 4 anni. Luca Cipriano e l’allora direttore del Conservatorio, il maestro Carmine Santaniello, avviarono l’iter per il restauro, affidando la progettazione e la supervisione dei lavori al maestro Francesco Bravo, in quegli stessi anni docente di organo presso il “Cimarosa”.

Le opere di restauro ed ampliamento sono state eseguita dalla ditta “Alessio Lucato” di San Martino di Lupari, in provincia di Padova. L’organo è così tornato al suo antico splendore. È stata costruita una nuova cassa di risonanza in tavole di abete massiccio, sono stati sostituiti i somieri e la consolle, sono state costruite le meccaniche di trasmissione per tastiere e pedaliera, oltre alla fornitura di una centralina elettronica per la trasmissione dei registri e combinazioni e di altre canne per completare la disposizione fonica.

“Nel 2016 abbiamo prediposto anche un finanziamento interno per consentire il restauro”, spiega il presidente Cipriano. “Il tutto è stato realizzato in maniera artigianale da una ditta di Padova. Con un valore stimato superiore ai 400mila euro, è sicuramente lo strumento più prezioso in nostro possesso. Fungerà da supporto alle attività didattiche della classe di organo, ma sarà anche un’attrattiva artistica per i virtuosi dei genere”.

Il “Tanburini” va ad arricchire il parco strumenti del Conservatorio di Avellino che conta già due pianoforti gran coda, strumenti a percussione ed una vasta strumentazione elettronica. L’organo venne realizzato negli anni ‘70 dalla Pontificia Fabbrica d’organi del Comm. Giovanni Tamburini, una delle più rinomate ditte organarie italiane. Basti pensare, infatti, che la stessa ditta ha realizzato, tra gli altri, anche l’organo della Basilica di San Pietro e quello del Duomo di Milano.

Il montaggio del “nuovo” Tamburini sul palco del Cimarosa è iniziato agli inizi di giugno. Ci sono volute all’incirca tre settimane per rivederlo, splendente ed imponente, nella sua antica sede. Da oggi l’Irpinia si arricchisce di un nuovo elemento e per il Conservatorio è un giorno importante anche per un altro motivo.

Da lunedì, infatti, riapre parzialmente al pubblico per le attività di segreteria. Dalla stessa data, tenuto conto delle richieste dei docenti, sarà possibile anche svolgere esami e discussione delle tesi di laurea in presenza.

È quanto previsto dall’ultimo decreto, in vigore fino al 31 luglio, che proietta il Conservatorio già verso “fase 3”. La riapertura parziale dell’Università della musica non fermerà le attività di didattica a distanza e l’uso dello smart working per gli impiegati amministrativi.

A partire da lunedì 15 giugno sarà possibile accedere alla segreteria dal lunedì al venerdì, dalle 11:00 alle 12:00. Dalla stessa data sarà riaperta all’utenza anche la Biblioteca, con accesso dalle 09:00 alle 15:00 nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì.

Tutti coloro che faranno ingresso all’Istituto dovranno rispettare le misure di sicurezza in materia di contenimento del Covid-19. Obbligatorio l’uso della mascherina e il rispetto del distanziamento fisico, così come la misurazione della temperatura corporea. All’interno del Conservatorio, inoltre, è stata predisposta la segnaletica orizzontale e verticale che disciplina i percorsi di entrata ed uscita. L’accesso all’Istituto sarà consentito solo dall’ingresso principale, mentre sono state previste due uscite: lato Biblioteca e lato parcheggio dipendenti.

Per quanto riguarda gli esami e le tesi di laurea che i docenti riterranno necessari da svolgersi in presenza, sono state individuate dieci aule che potranno ospitare un numero massimo di sei persone, a queste si aggiunge la disponibilità dell’Auditorium, che potrà contenere un massimo di 30 persone.

“Il Conservatorio, che si appresta a festeggiare i suoi primi 50 anni, ha provato a resistere alla furia del virus e non si è mai fermato”, dice Cipriano. “La didattica a distanza è andata avanti, anzi faccio un plauso agli studenti che hanno visto la loro vita completamente stravolta”.