FOTO – Studenti in piazza, la protesta sfila per Avellino

11 Ottobre 2013

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Anche ad Avelino centinaia di studenti sono scesi in piazza per rivendicare un servizio di trasporti efficiente, e spazi di aggregazione all’interno di una città che è sempre più distante dalle esigenze giovanili. Tante sono state le tematiche affrontate durante il corteo: dalla questione ambientale, con l’opposizione al biocidio e la richiesta di bonifica della terra dei fuochi, a quelle internazionali, esprimendo la nostra solidarietà ai morti di Lampedusa e chiedendo l’abrogazione della Bossi-Fini, alla lotta alla criminalità organizzata e ad ogni forma di omofobia e xenofobia. Anche la centralità del tema dei trasporti è stata ribadita in parecchi interventi: inumana è la condizione che si trovano a vivere centinaia di studenti provenienti dalle periferie ed è impensabile affidare intere tratte ad enti privati. Il corteo è terminato nella piazza antistante il comune, dove sono proseguiti gli interventi e dove, mentre una delegazione si apprestava ad incontrare il vice-sindaco La Verde e l’assessore alla cultura Cignarella, gli studenti sono rimasti a suonare djembe e a giocare con dei super santos, esprimento provocatoriamente il proprio dissenso nei confronti delle ordinanze di presentazione di questa amministrazione, apparse repressive e limitanti, per la mancanza di un’offerta di un’alternativa reale per i giovani di questa città. “Ci possiamo ritenere solo parzialmente soddisfatti dell’incontro tenutosi oggi.” – dichiara Luca Cioffi, coordinatore provinciale dell’UdS Avellino – “L’amministrazione ha dimostrato di tenere a cuore molte delle tematiche che portavamo in piazza, e si è impegnata a realizzare in brevi tempi il forum dei giovani e lo sportello “InformaGiovani” nella nostra città. Divergenze sono apparse invece sul tema degli spazi. L’amministrazione si è resa da una parte disponibile a realizzare insieme progetti e iniziative per i giovani, non comprendendo quale sia però la nostra reale idea di spazio di aggregazione: uno spazio fisico permanente di costruzione di cultura, aggregazione, creatività e saperi gestito dalla cittadinanza e per la cittadinanza, che potrebbe rappresentare un elemento di grande crescita per questa città. Durante il movimento di occupy abbiamo dimostrato che realizzarlo è possibile, e il nostro lavoro non finisce qui. Continueremo a tenere l’attenzione alta e a fare pressioni affinché Avellino diventi una città per giovani, e non l’ospizio della Campania.”


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