FOTO/ Speranza apre ma De Mita lo gela: “Sarei del Pd se ci fosse”

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“Nusco al centro della politica” ma non degli annunci. Chi attendeva l’ufficializzazione della candidatura alle europee o addirittura da candidato sindaco di Ciriaco De Mita, gli uditori si devono accontentare di un “no” secco. Ma i temi portanti del confronto con il capogruppo alla Camera Roberto Speranza sono di una stringente attualità. Il sindaco Giuseppe De Mita che introduce i lavori spera in una collaborazione tra Pd e Udc. “Dobbiamo insieme trovare una ricetta per l’Italia. Qui ci proponiamo come laboratorio. Fare riflessioni sulla comunità può essere di aiuto. Il senso della comunità che Ciriaco De Mita da più tempo va predicando mi appassiona. E questi momenti di confronto possono essere di aiuto”. Poi rivolgendosi ai sindaci presenti, non li cita tutti ma ha parole di elogio per “Rosanna Repole è il simbolo dell’Alta Irpinia degli anni Novanta, poi Rosetta D’Amelio una donna di acciaio come Rosanna”. La partita del confronto Pd e Udc richiama vari dirigenti e sindaci, ci sono Giulio Belmonte (Pietradefusi) Filippo Nigro (Bagnoli) Stefano Farina (Teora), Rodolfo Salzarulo (Lioni), Francesco Todisco, Lucio Fierro, Generoso Bruno, Filuccio Tangredi (Cervinara) Gaetano Bevere, Antonio Picari (Trevico) sorpresa finale Ferruccio Capone di Montella che ci tiene a precisare di “essere un uomo libero”.
Roberto Speranza apre il suo intervento ritenendo “De Mita la storia del Paese. E’ stimolante confrontarmi con lui, poi qui mi sento a casa perchè questi luoghi sono simili alle mie. L’appennino ci unisce”. Poi la riflessione politica: “le istituzione democratiche non sono la soluzione ma sono un problema. In aula mi alzo spesso per difendere Napolitano perchè penso che non possiamo permettere che tutto si possa dire. E far ritrovare la vicinanza ai cittadini alle istituzioni, non si risolve con le sole primarie. Ormai lo scontro politico alle prossime europe sarà tra il campo democratico e quello anti democratiche e populista. Vediamo cosa è successo in Francia. Non conta quale partito votare ma scegliere tra i due campi al centro dello scontro”. Sulle riforme: “sono necessarie, più si discute meglio è. Mi è piaciuto l’intervento di Giuseppe De Mita (presente al convegno ndr) in aula, la ritengo una riflessione intelligente. Dobbiamo fare le cose, dall’abolizione del Senato, alla riduzione dei deputati e dei senatori, ridare respiro agli italiani”. Infine l’invito “proviamo a dialogare tra le forze che non si riconoscono nel populismo grillino e quello storico antieuropeista di Berlusconi. Bisogna fare ogni sforzo possibile per dialogare, confrontarsi e trovare le condizioni per stare insieme anche partendo da situazioni diverse”. Ciriaco De Mita parte proprio da questa richiesta. “Il dialogo è possibile quando c’è rispetto reciproco. il partito non è un fatto organizzativo, ma è il pensiero. abbiamo avuti partiti forti quando c’erano i comunisti e la Dc che erano riferimenti. La crisi della prima repubblica è stato segnato dalla frattura tra equilibrio e rappresentanza. Sui grillini: non è un fatto negativo, ma sono stati bravi a capire la malattia che in questo momento c’è in Italia. Vedere i grilini sul banco del governo mi è sembrato di assistere alla marcia di Roma di una volta”.

L’ex presidente del Consiglio fa una riflessione sul voto: “il cittadino vota e poi si rende conto che non serve. Il voto deve avere una motivazione. Il senso dell’altenanza democratica io l’ho pensata e Moro l’ha attuata. recuperare la democrazia la vedo difficile. se dovessi dire cosa prevedo abbiamo perso la partita. l’accordo transattivo tra Renzi e Berlusconi è una mostruosità incredibile. La legge elettorale va rivista, la tenuta democratica fa convergere a centro, riuscendo a mantenere distinte le storie”. Poi guarda al futuro. “sarei del Pd se ci fosse, ma stiamo parlando di una cosa che non c’è. Voglio dedicarmi a raccontare la storia, aprire due scuole per avvicinare i giovani alla politica”.

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