FOTO/ Rifiuti, Gambacorta allo Stir di Pianodardine: “Nessun pericolo per l’ambiente”

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“L’inquinamento della Valle del Sabato non dipende dallo Stir. Vorrei che questo punto fosse chiaro a tutti”.

Così il presidente della Provincia di Avellino, Domenico Gambacorta, che stamane ha aperto le porte dello Stir di Pianodardine ai media locali per chiarire la vicenda relativa al trasferimento dei rifiuti umidi dell’Irpinia allo stabilimento della zona industriale avellinese.

Un sopralluogo effettuato da Gambacorta con tutti consiglieri provinciali di Palazzo Caracciolo nei pressi del capannone dove dal 18 agosto stanno arrivando i rifiuti organici di una parte importante dell’Irpinia, una verifica voluta dal numero uno della Provincia per tranquillizzare quanti, anche tra i consiglieri provinciali, hanno espresso la loro preoccupazione per l’ordinanza firmata il 12 agosto dopo la chiusura di tre impianti privati in cui avveniva la trasferenza della frazione organica.

“Non mi sembra che ci siano condizioni ambientali pericolose – ha detto Gambacorta – Siamo in assoluta sicurezza dal punto di vista ambientale, dell’igiene della salute e soprattutto dei lavoratori. Non c’erano altre soluzioni tranne lo Stir ed è errato pensare che i rifiuti a Pianodardine portano i tumori, è una equazione estremamente sbagliata.

Il messaggio di Gambacorta si rivolge ai cittadini della Valle del Sabato, in particolare al Comitato “Salviamo la Valle del Sabato” che ha organizzato per sabato 27 agosto una marcia di protesta contro l’ordinanza emessa da Palazzo Caracciolo che ha individuato nello Stir la sede ideale per lo stoccaggio temporaneo (45 giorni) della frazione organica (massimo 100 tonnellate di rifiuti al giorno).

Allo Stir, con Gambacorta, era presente anche il massimo dirigente di Irpiniambiente, Nicola Boccalone. Il numero uno della Provincia e sindaco di Ariano Irpino ha illustrato le conseguenze della sua ordinanza: parte dei rifiuti organici prodotti ad Avellino e provincia, non più di 100 tonnellate, vengono trasferite temporaneamente nei compattatori, poi messi su grandi camion e trasferiti a Padova (ogni mattina partiranno due tir, ndr) dove poi subiranno gli altri processi.

“Attraverso il Cnr abbiamo monitorato tutti gli inquinamenti – ha riferito Gambacorta – tutte le emissioni, comprese quelle derivanti dalle grandi infrastrutture. L’autostrada, ad esempio, produce un inquinamento maggiore”.

Infine, il messaggio al Comune di Avellino: “Il comune capoluogo faccia quello che vuole, non sarò io a negare all’amministrazione Foti il gusto di fare un ricorso al Tar – conclude Gambacorta – Queste 80 tonnellate vanno via nel giro di poche ore, non c’è stazionamento, non c’è trattamento, non c’è lavoro. Arrivano i compattatori con i rifiuti, depositano il carico nel capannone, una ruspa li sposta sul camion più grande e partono per Padova. Certi assessori leggessero bene le cose prima di parlare”.

E a “… qualche agitatore di piazza” (il riferimento è al portavoce del Comitato Franco Mazza, ndr), Gambacorta ha detto: “Venissero qui a vedere di cosa parliamo. Alcuni di loro hanno avuto ruoli istituzionali in consigli provinciale del passato che hanno deciso di fare discariche non esattamente sotto casa loro”.

[list][item icon=”Select a Icon” ]LEGGI ANCHE: Rifiuti, il 27 agosto in piazza. Il comitato Salviamo la Valle del Sabato spiega le ragioni della protesta[/item][/list]

Una foto del sopralluogo allo Stir
Una foto del sopralluogo allo Stir

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