FOTO / Le lacrime e l’emozione di Amalia Foglia: “Per mio padre la politica era la sua vita”

FOTO / Le lacrime e l’emozione di Amalia Foglia: “Per mio padre la politica era la sua vita”

11 Dicembre 2019

Alpi – Come prima cosa dice di non avere le capacità oratorie del padre. Ma, a dire il vero, Amalia Foglia con le parole se la cava, anche molto bene. L’emozione è tanta, gli occhi sono lucidi, come quelli della sorella Antonia e della mamma Lucia. “Mio padre – dice – ci ha sempre protette e sempre volute bene. Non parlava quasi mai di politica a casa ma, allo stesso tempo, non ha mai nascosto l’amore profondo che nutriva per questa regione e per questa provincia. L’ho visto dannarsi per questa terra, non ha mai deposto le armi, non c’erano giorni di vacanza per lui. La politica era la sua passione, la sua vita e cercava sempre di fare meglio”.

Già, la politica, le “battaglie” e le campagne elettorali. “Prima della sua ultima campagna elettorale – ricorda Amalia – mi chiese un consiglio, mi chiese se, secondo me, si sarebbe dovuto candidare. Io gli dissi di no, ma già sapevo che non mi avrebbe ascoltata. Infatti, si è candidato”.

“Era un po’ la mia enciclopedia personale, ogni volta che gli chiedevo qualcosa, sapeva rispondermi. Leggeva tantissimo e studiava. Era il mio orgoglio. L’ultima volta che l’ho sentito al telefono, il 5 dicembre dello scorso anno, non parlava di sé o del suo stato di salute, si informava solo di me. Per me era un pilastro. Mi chiamava quasi ogni mattina prima di andare al lavoro. Pensava solo a noi, credo che l’unica volta che l’ho visto piangere, è stato alla mia laurea. Era un femminista convinto, ha sempre spronato mia madre, me. Aveva nei nostri confronti un amore ed una dolcezza infiniti. Era il mio principe, lui è modello di persona che vorrei diventare”.

L’amore per la Campania, per l’Irpinia. Ma non ha dimenticato la “sua” Baiano. “Il caffè al bar con gli amici è sempre stato un rito. E poi per lui non esisteva altro modo di trascorrere il 26 dicembre se non alla festa del Maio: la processione, le passeggiate. Tradizioni che ha sempre custodito, non ha mai rinnegato le sue origini. Se oggi sono quello che sono, lo devo esclusivamente a mio padre. Mi è stato sempre vicino, a scuola, all’Università, a lavoro. Anche se ho girato un po’, non ha mai fatto mancare la sua presenza tra Bruxelles e Milano. Mi ha insegnato che nella vita si deve combattere sempre. Credo che dedicargli la sala del Consiglio provinciale sia un modo per ricambiare tutto il suo amore che lui ha avuto nei confronti di questa terra”.