FOTO / “Il Sud rischia la desertificazione industriale”. Dall’Irpinia la Fiom Cgil suona l’allarme

FOTO / “Il Sud rischia la desertificazione industriale”. Dall’Irpinia la Fiom Cgil suona l’allarme

28 Maggio 2021

Alfredo Picariello – “Il Sud rischia la desertificazione industriale”. Francesca Re David, segretaria generale della Fiom Cgil, come al solito non le manda a dire. In quel Sud di cui parla, ovviamente, c’è anche tanta Irpinia, con le due vertenze simbolo, quella della Fca di Pratola Serra e quella di Industria Italiana Autobus di Flumeri. Due vertenze che sono lo specchio di una crisi industriale, in provincia di Avellino, per certi versi drammatica.

I problemi iniziano a diventare tanti, troppi. “Ci sono molte preoccupazioni su tutto il sistema dell’automotive in Italia. Noi stiamo chiedendo ripetutamente un tavolo al Governo, ma niente da fare. Così non si può andare avanti”, sottolinea Re David.

“Questo Governo, in totale continuità con i precedenti, non ha mai risposto ad una convocazione, speriamo che interloquisca con Tavares, con Stellantis, ma non lo sappiamo. Il sindacato e i lavoratori sono completamente tagliati fuori da qualsiasi discussione, riteniamo questo molto grave perché riguarda Stellantis ma anche tutto l’indotto dell’auto. Siamo molto preoccupati ed è chiaro che se non si mette mano alla transizione e quindi all’elettrificazione, e anche ad un piano per riconvertire gli stabilimenti da questo punto di vista, naturalmente le preoccupazioni saranno destinate a crescere. Quindi la pressione è molto forte”.

Discorso ex Irisbus. “Intanto bisogna dire che quest’azienda è aperta perché l’hanno tenuta aperta i lavoratori, è uno dei casi più emblematici da questo punto di vista. La deindustrializzazione del Sud è un rischio molto alto, la fermano i lavoratori che impediscono la chiusura delle fabbriche e le fanno diventare vertenze. Questo ha consentito di trovare un assetto proprietario che tiene dentro anche l’ingresso di Leonardo, quindi di una partecipata pubblica che riteniamo una cosa estremamente importante. Anche in questo caso il Pnrr e la nuova mobilità non possono che partire dagli autobus elettrici, e teniamo conto che nel Pnrr molte delle risorse sono tra l’altro affidate agli enti locali”.

“Ci troviamo – sottolinea il segretario della Fiom Cgil – in una situazione paradossale, si è in grado di produrre, ci sono commesse già pagate da gare statali e poi c’è la Regione Campania che va a commissionare gli autobus che potrebbe già avere. Noi riteniamo che anche da questo punto di vista la produzione di IIA sia all’avanguardia rispetto al nuovo sistema di mobilità. Quindi anche su questo noi chiediamo che si smetta di pensare che il sindacato si occupa delle crisi e degli esuberi e qualcun altro fa i progetti, perché senza di noi non li sanno fare”.