FOTO / Il Procuratore Gratteri a Lauro: Pnrr? Le mafie faranno di tutto per accaparrarsi i fondi”

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LAURO- “Le mafie faranno di tutto per accaparrarsi i fondi del Pnrr e la risposta qual e’? Progettare le bocciofile? Senza un’organizzazione di personale qualificato e di tecnici che possono mettere in campo dei progetti, per i piccoli comuni sara’ difficile affrontare la sfida del Pnrr con un geometra a scavalco in organico. Cosi una occasione si trasformera’ in maledizione”. E’ l’allarme che ha lanciato nella Sala D’Armi del Castello Lancellotti di Lauro il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, ospite del confronto sulla sfida del Pnrr e del rischio che possano esserci infiltrazioni delle mafie. Un dibattito in cui è stato anche presentato il libro del vicepresidente di Eurojust Filippo Spiezia, il magistrato che coordina per l’Italia la cooperazione tra uffici giudiziari dei Paesi europei. Un confronto organizzato dalla Pro Loco di Lauro e dalla Pro Lauro, moderato dal direttore del Quotidiano Roberto Napoletano, che ha visto emergere una serie di questioni legate agli aspetti e alle criticità della gestione del Pnrr. Come ha sottolineato in apertura lo stesso giornalista, “l’ultima occasione per il Sud”. Una cornice di eccezione, quella del Castello Lancellotti, scelta come “location” del dibattito e “blindata” per le misure di sicurezza scattate per il dispositivo di protezione del magistrato da tempo nel mirino delle n’drine. Imponente lo spiegamento di forze e i controlli eseguiti dal personale del Commissariato di Lauro e dai reparti specifici con ausilio di artificieri e droni

GLI INTERVENTI
A fare gli onori di casa e’ stato per la Proloco di Lauro e per le associazioni che hanno organizzato il dibattito e’ stato Francesco Mazzocca, che ha evidenziato la necessità di avere un momento di riflessione su temi come quello del Pnrr e del rischio di infiltrazione. E’ intervenuto alla presentazione anche il cronista Attilio Ronga, già redattore del Quotidiano del Sud, il quale ha messo in evidenza come l’Irpinia non sia assolutamente immune da attività illecite che hanno avuto carattere transnazionale facendo riferimento anche ad alcune indagini che hanno accertato la presenza di traffici di stupefacenti tra Albania e Italia che avevano come crocevia l’Irpina, citando il contrabbando di tabacchi lavorati tra Bulgaria e Irpinia e tutti gli elementi che portano a ritenere che non ci siano zone esenti dal punto di vista della nuova frontiera mafiosa nel territorio Irpino. e Grande la soddisfazione per la presenza di due magistrati come Gratteri e Spiezia. Alla condizione di svilimento istituzionale che vive il Paese, ripresa nel suo intervento anche dallo stesso Gratteri, ha fatto riferimento in apertura dei lavori il penalista irpino Gianfranco Iacobelli, che ha ricordato il suo contributo per far nascere la “Rete” , con la rottura per il caso Falcone. La necessita’ di semplificazione, che puo’ coesistere tranquillamente con la legalita’ viene sollecitata dall’intervento dell’avvocato Felice Laudadio, per cui la necessita’ e’ quella di “Attenzione ai livelli di legalità e ai livelli di efficienza e imparzialità dell attività amministrativa. Nel quotidiano registriamo come la semplificazione tanto agognata e’ rimasta praticamente inevasa. Il Pnrr richiede efficienza e rapidità delle scelte nei progetti. Ritengo che la semplificazione possa coesistere con la legalità. Si può fare gestendo in maniera organica e in conformità con la legge. A volte del resto anche la complessità del procedimento finisce per trasformarsi in un’occasione per la criminalita’. Semplifichiamo e rafforziamo l intervento preventivo della magistratura , non corpi separati ma coesi nel garantire la legalità. E’ una sfida ambiziosa ma tocca a noi spingere affinché la sfida del Pnrr raggiunga il risultato sperato”. Domenico Gambacorta , ex presidente della Provincia , ha messo in evidenza per la sua esperienza di amministratore quali sono le criticità per cui gli enti non sono pronti ad affrontare la sfida del Pnrr: “Non siamo molto ottimisti, la storia delle progettazioni che precedono gli appalti pubblici la conosciamo tutti, in termini di lungaggini e di pericoli per le infiltrazioni” ha spiegato Gambacorta, facendo anche riferimento a vicende avvenute in Irpinia per la gestione di grandi opportunità di sviluppo. Il primo cittadino di Marzano di Nola Franco Addeo, anche come capo di gabinetto del presidente della Provincia di Avellino Buonopane, ha invece rivendicato con orgoglio come quella di Avellino sia una Provincia che ha messo in campo un vero e proprio ufficio per il Pnrr, con una sezione dedicata alle comunità energetiche e che proprio il Vallo di Lauro sarà al centro di un progetto per il mini idroelettrico.

IL PARTERRE
In sala ci sono il comandante provinciale dei Carabinieri di Avellino, il colonnello Luigi Bramati, che con Gratteri ha avuto una collaborazione nella sua esperienza in Calabria con i “Cacciatori” nella cattura di latitanti, i sindaci di Taurano, Salvatore Maffettone, Nola, Carlo Bonauro, Moschiano, Rosario Addeo, Marzano, Franco Addeo e l’assessore Marco Scafuro per il Comune di Pago Vallo Lauro. Presenti anche i vertici di Polizia e Fiamme Gialle, il luogotenente della Gdf Luciano Fasolino, il capo della Squadra Mobile di Avellino Gianluca Aurilia, il dirigente del Commissariato di Lauro Elio Iannuzzi, il comandante del Norm di Baiano, Andrea Marra.

GRATTERI: IL PNRR, LE INTERCETTAZIONI, I RITARDI
Non ha deluso le aspettative l’intervento del Procuratore Nicola Gratteri, che ha voluto chiarirlo per l’ennesima volta: “la libertà di poter dire quello che si pensa vale più di una nomina”. E così è stato. Partendo da quello che è avvenuto nella sua realtà, dove in pochi mesi si è costruita un’aula bunker super tecnologica e soprattutto in cinque anni si è riusciti a riconsegnare una sede alla Procura. Se si vuole si può fare, detto semplicemente. Gratteri lo ha spiegato così: ” Sa quando non si fanno le cose? – ha detto il magistrato- Quando c’e’ qualcuno seduto intorno al tavolo che nella sua testa pensa: a me cosa mi viene? In quel momento c’e’ l’intoppo burocratico. Ma se al tavolo ci sono persone determinate, feroci, cattive, in grado di guardare in faccia una persona e inculcargli in testa quello che si deve fare, quello alle questioni tecniche non ci pensa. Se si va là in versione allegra, pensando al gettone di presenza, a come passare il tempo o a come consentire all’altro il retropensiero, allora l’opera non si fa. L’opera si fa se non ti consento di fare chiacchiere e discutiamo di cose vere e concrete. Noi lo abbiamo fatto. Realizzando la prima opera eco compatibile in Europa, l’abbiamo fatta in cinque anni. Siamo l’unica Procura che può fare videocollegamenti in tutto il Mondo. Abbiamo una sala intercettazioni spaziale. Allora dipende molto da chi si mette in certi posti, a parte la macchina farraginosa. Poi ovvio che anche sul piano normativo è un problema. Ha ragione l’avvocato quando dice che il Parlamento conta sempre meno. Oggi siamo nella Terza Repubblica ed il Parlamento è governato da sei o sette persone. Il capogruppo dice: vota e schiaccia il tasto verde o il tasto rosso. Se il parlamentare schiaccia il tasto contrario a quel punto non sarà ricandidato . Perché il ruolo del Parlamento è svilito . Ma è un fatto relativo, perché se quelle sei o sette persone che governano, hanno effettivamente la capacità e la conoscenza e la.scienza per poter fare norme utili a poter far funzionare il sistema Paese. Il dramma è che spessissimo nelle strutture apicali della Pubblica Amministrazione o meglio ancora nei Ministeri c’e’ gente ignorante. C’e’ gente seduta che ha responsabilità spaventose che discute, legifera e non sa di cosa parla. Perché affronta temi che non ha mai affrontato in vita sua. Eppure è li. E’ lì e decide. Noi dovremmo stare pure zitti, per non disturbare il manovratore perché se no poi magari Filippo Spiezia non diventa Procuratore di Firenze e io quello di Napoli. Ma qual è il problema? La bellezza di poter dire quello che si pensa, la libertà di poter dire quello che si pensa, qual è il problema?”. Ci sono anche i temi dell’attualità giudiziaria. Le intercettazioni e le ultime indiscrezioni sulla riapertura dei Tribunali annunciata dal Ministro Carlo Nordio: “Noi oggi abbiamo sentito il Ministro Nordio che dice: bisogna riaprire i Tribunali chiusi- ha spiegato Gratteri- Ma come? Se mancano 1800 magistrati. Se abbiamo deciso che per emettere una misura cautelare non serve uno solo ma tre giudici, come si fa in un Tribunale Penale dove ci sono 5 giudici a comporre un collegio per un processo? Allora ogni mattina sentiamo cose diverse, ogni mattina sentiamo cose nuove. Allora qua il problema cos e’? Il problema è la separazione delle carriere? Quello è il male assoluto? Il problema sono queste cose. Sentire ogni mattina qualcosa che non ha né capo né coda, che sono diverse da quanto si diceva una settimana fa. Abbiamo visto con la storia delle intercettazioni. Sono sei mesi che si dicono sciocchezze. I mezzi di comunicazione delle mafie. Ma noi stiamo discutendo se ci autorizzeranno o meno in futuro a fare le intercettazioni telefoniche, mentre le mafie si costituiscono sistemi di comunicazione e noi siamo ancora a penna e calamaio”. E infine il tema della serata, quello delle mafie. “Ovviamente le mafie sono presenti in Italia, nel Sud, sono presenti al Nord. In Lombardia c’è la più alta percentuale di n’drangheta. Perché è la regione più ricca ed è più facile mimetizzarsi la ricchezza ed è più facile investire e riciclare. Lo Stato europeo dove si registra la maggiore presenza di ndrangheta e’ la Germania, che è il Paese europeo più ricco. Ma anche perché non c’è un sistema normativo per contrastare le mafie in Europa..Non viene riconosciuta l’associazione mafiosa. Ricordate come a pochi giorni dall’insediamento del Governo la Meloni ha portato il limite del contante a cinquemila euro ha fatto scandalo in Italia. Nessuno ha detto però che a livello europeo non c’è un limite ai contanti. C’è una direttiva europea che di fatto non consentire transazioni per alcuni milioni di euro. Così tradotto semplicemente cosa vuole dire. Che io riempio da qui due valigie di denaro e vado a Francoforte e compro un Audi A8 in contanti e nessuno mi chiederà quei soldi dove li ho presi. Quindi, quando vengono qua a spiegarci che una parte dei soldi del Pnrr andrà alle mafia, la risposta è: si’ andrà alle mafie. Ma il problema più grave è quello che ha detto il direttore Napoletano. Cioè che stanno pensando e progettando le bocciofile. Questa è la cosa grave. A questo punto se è ciò che si farà, viene da dire: maledetto Pnrr. Noi avremmo bisogno delle stesse infrastrutture che ci sono in Veneto e in Lombardia, di questo avremmo bisogno, nient’altro. Il Sud ha bisogno delle infrastrutture. Abbiamo bisogno di doppi binari, di merci che partono in treno da Gioia Tauro e arrivino in Germania, di strade migliori, dell’alta capacità a Reggio Calabria. Abbiamo bisogno della stessa tecnologia e delle stesse infrastrutture che sono presenti al Nord Italia. Questo e’ difficile che si riesca a fare perché ho visto già dei progetti che fanno ridere. E allora, comunque sia, le mafie faranno di tutto per accaparrarsi le risorse. Anche perche’ nel mondo dell’edilizia sono molto bravi. La ndrangheta come anche la camorra sono ben ambientate da anni in questo settore. Per volontà anche di imprenditori del Nord ingordi, che hanno fatto lo stesso ragionamento dei latifondisti a fine 800. Quello di usare la mafia”.
Per il magistrato Filippo Spiezia, a cui sono state affidate le conclusioni della serata, le statistiche e in particolare le rilevazioni sulla gestione del Pnrr in Italia che sono state presentate dalla Corte dei Conti, impongono di fare una riflessione sulla fase di ritardo, che ha come presupposto proprio l’inadeguatezza delle progettazioni
“Il direttore Napoletano ha detto che questa è un’ occasione straordinaria che non possiamo perdere- ha sottolineato Spiezia- Intanto nessuno dice che dobbiamo recuperare il tempo perso. Un’ azione che sta tardando, per le ragioni che diceva Nicola Gratteri. In questo Paese non c’è una responsabilità del ritardo. Di chi è la colpa?”.