FOTO E VIDEO / Volevano ammazzare tutta la famiglia e fuggire via insieme. Omicidio al Corso, i fidanzati confessano

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Alfredo Picariello – Fine settimana di sangue nel pieno centro di Avellino. La città, anche oggi, è sotto choc per quanto è avvenuto ieri sera a corso Vittorio Emanuele, nel palazzo vicino l’ex Banca d’Italia. Tra le 22.30 e le 22.45, Aldo Gioia – 53enne, molto noto nel capoluogo irpino, geometra che lavorava presso la Fca di Pratola Serra – sta dormendo sul divano di casa. E’ solo in quella stanza, la moglie ed una figlia, studentessa universitaria, sono in altre stanze.

La figlia più piccola, 18 anni appena compiuti, avverte i suoi che sta per scendere per andare a buttare l’immondizia. E’ l’inizio della fine, l’inizio della tragedia. Lei ed il suo fidanzato, 22enne, stanno per attuare il piano che avevano ideato da un po’. Il ragazzo entra in casa, ha con sé un coltello da caccia. Approfitta del fatto che il papà della fidanzata dorme e comincia a sferrargli delle coltellate. Sette, tutte rivolte verso gli organi vitali del malcapitato, torace e addome. Il 53enne però cerca di reagire, prova a difendersi, si alza anche dal divano. Infatti tutte le scale del portone, dal quinto piano in giù, sono sporche di sangue.

 

 

La reazione, molto probabilmente, manda all’aria il piano dei fidanzati. Più tardi, infatti, una volta presi dalla polizia, confesserano che volevano ammazzare anche la mamma e l’altra figlia. Per poi fuggire via insieme. Perché il movente del brutale omicidio sta proprio nel diniego dei genitori alla storia d’amore dei due fidanzati. A quanto pare, le liti tra genitori e figlia erano frequenti. Gioia e la moglie non volevano che la figlia frequentasse quel ragazzo.

Dunque l’uomo riesce in qualche modo ad alzarsi dal divano, mentre il ragazzo fugge. In quel momento, la figlia mette in scena l’altra parte del diabolico piano. Inizia ad urlare, parla di una tentata rapina finita male, finita nel sangue. La mamma allerta subito i soccorsi e chiama nel frattempo anche il 113. Il 118 giunge sul posto e trasporta Aldo Gioia in ospedale. Al “Moscati” il 53enne giunge alle 23, in condizioni disperate. Ogni tentativo di salvarlo risulta inutile, muore intorno alla mezzanotte.

Intanto al Corso, la polizia inizia ad indagare. La Squadra Mobile, coordinata dalla Procura, cerca di fare luce sull’accaduto. Le tracce trovate sul posto ed i messaggi contenuti nei telefonini dei giovani, hanno permesso agli investigatori di chiudere il cerchio in tempi abbastanza brevi. Il giovane è stato ritrovato nella sua abitazione a Cervinara. I due, portati in Questura, hanno ammesso le loro responsabilità. Ora dovranno rispondere di accuse molto pesanti: omicidio premeditato lui, concorso in omicidio pluriaggravato lei.