FOTO E VIDEO / “Sanremo per me è come Disneyland. Che tempi l’Avellino in serie A, era la squadra dei miracoli”. Festival, il libro di Bartoletti. Che “bacchetta” Amadeus

18 Gennaio 2020

Alfredo Picariello – In tantissimi, ad Avellino, lo conoscono bene e lo apprezzano perché è un giornalista sportivo di razza, cresciuto nella storica redazione de “Il Guerin Sportivo” (1971) diretto allora dal grande Gianni Brera. Lui, Marino Bartoletti, ha seguito da vicino le epiche vicende dei Lupi in serie A. “Ho un legame forte con l’Irpinia – dice – . Ricordo, quando da inviato 30enne, venivo molto volentieri ad Avellino per veder giocare la squadra dei miracoli. Ho tanta nostalgia di quella squadra e di quei tempi, nostalgia che colmo venendo oggi qui”.

Qui, per Marino Bartoletti, è Pietrastornina, paese di cui è originario un suo grande amico, ovvero Matteo Piantedosi, prefetto e capo di gabinetto del ministero dell’Interno. Davanti ad un aperitivo consumato dai due amici di vecchia data a settembre, in un bar del centro di Roma, è nata l’idea. Presentare in Irpinia “Almanacco del Festival di Sanremo”, scritto da Bartoletti con Lucio Mazzi per la Gianni Marchesini Edizioni. E sì, perché Bartoletti è riconosciuto, da tutti, come il più grande conoscitore della storica kermesse canora.

Nell’Almanacco, il giornalista racconta edizione per edizione la più importante manifestazione canora italiana. Il libro vanta la prefazione di Renzo Arbore, Pippo Baudo e Carlo Conti. Per ogni
edizione si trovano i dati essenziali, la cronaca e le serate, le classifiche, le foto, la canzone vincente e quella simbolo, i dischi più venduti in Italia e nel mondo, gli eventi di quell’anno a livello nazionale ed internazionale, il tutto analizzato e rivisto dalla verve e dall’approfondimento di Marino Bartoletti. Quasi settant’anni di storia della canzone e del costume italiano, ripercorsi attraverso le 2.003 canzoni della più celebre kermesse musicale italiana. Un libro imperdibile per gli appassionati del Festival, a pochi giorni, ormai, dall’inizio dell’edizione numero settanta.

Che Sanremo sarà, è la prima cosa che gli chiediamo: “Per me andare a Sanremo è come andare a Disneyland. Mi aspetto, dunque, un Sanremo divertente. Ma ogni Festival si giudica alla fine, mai prima, anche se quest’anno le premesse sembrano buone”.

Premesse buone, a parte la polemica che si è innescata in questi giorni nei confronti del conduttore. Su Amadeus, infatti, si è scatenata una vera e propria bufera per le frasi, ritenute sessiste, alla conferenza stampa di presentazione del Festival di Sanremo. Il conduttore, come si ricorderà, ha sottolineato a più riprese con grande compiacimento di essersi voluto circondare di belle donne sul palco dell’Ariston, ben 11 “co-conduttrici” che si alterneranno in vari ruoli. “Ovviamente sono tutte molto belle”.

Bartoletti “tira” le orecchie ad Amadeus. “Poteva essere un pochino più prudente. Pur essendo temprato, davanti al Festival è scivolato. Ma, forse, su Sanremo scivoliamo un po’ tutti”. Il Maradona di Sanremo, per Bartoletti, è senza dubbio Domenico Modugno. Il suo desiderio? Che a presentare Sanremo, in futuro, sia Massimo Ranieri. “Non c’è artista più completo di lui. Sa cantare, ballare, presentare, recitare. Gli artisti verrebbe a cantare per lui di corsa”.

Non nasconde l’emozione di essere intervistato da un Prefetto. “Non mi è mai capitato”. Su questo, Piantedosi scherza: “I giornalisti non si preoccupino, non voglio togliergli il mestiere”. Battuta a parte, per il capo di Gabinetto del Viminale è anche un modo per proseguire le attività dell’associazione “Petra Strumilia”, di cui il papà è stato uno storico animatore. Ed infatti, la serata è stata organizzata dall’associazione. “Bartoletti conosce tutti i dettagli di Sanremo che io, come ogni anno, guarderò in tv”.

Molte le autorità presenti, tra cui il Prefetto di Avellino, Paola Spena, il sindaco di Mercogliano, Vittorio D’Alessio e il sindaco di Benevento, accompagnato dalla moglie, l’onorevole Lonardo. Clemente Mastella ha ricordato quando, al dopo Festival, ha “duettato” con Umberto Bossi.