FOTO E VIDEO / Onorati gli irpini deportati e prigionieri nei lager. Ecco la “nostra” Shoah, il Prefetto: “Ricordare gli orrori per non ripetere più gli stessi errori”

0
7

Alfredo Picariello – “Ricordare gli orrori per non ripetere più gli stessi errori”.  Ricordare è la parola più ricorrente di questo 27 gennaio ed è un verbo molto utilizzato anche dal Prefetto di Avellino. Ricordare. Per sottrarre all’oblio l’orrore dello sterminio degli ebrei che, con 6 milioni di vittime, pagarono il tributo più pesante dell’odio razziale. Oggi è il Giorno della Memoria. E si celebra il 76° anniversario della liberazione, da parte dell’Armata Rossa, del campo di sterminio di Auschwitz svelando al mondo intero l’orrore del campo di concentramento, uno dei luoghi simbolo del genocidio nazista.

Una data fondamentale che anche l’Irpinia ha voluto celebrare. Contro l’orrore della persecuzione degli ebrei, contro l ‘ “indifferenza”. Anche l’Irpinia ha avuto le sue “ferite” ed il Prefetto Paola Spena, nonostante il covid, ha voluto rendere omaggio  a quanti, nel periodo delle barbarie nazifasciste, pagarono un tragico prezzo durante l’ultimo conflitto mondiale, perché vittime dell’antisemitismo e delle leggi razziali. 

Vite segnate per sempre quelle di Costantino Barbarisi e Pasquale Donnarumma (Avellino), Felice Ciccone ed Erberto Scalzullo (Conza), Michele Mocella e Carmine Montemarano (Guardia Lombardi), Gaetano Fiorenza, Michele Tolino, Alfredo vietro e Nunziante Vitale (Montoro), Eugenio Merullo e Carmine Merullo (Roccabascerana) e Nicolino Riziero De Angelis (Solofra). Nessuno di loro oggi  è più vivo. Per questo motivo, il Prefetto ha consegnato idealmente le medaglie d’onore, grazie ai sindaci presenti nelle rispettive sedi comunali, ai familiari degli insigniti, cittadini irpini deportati ed internati nei lager nazisti. L’unico vivo, Francesco Faretra di Grottaminarda, ha comunque ricevuto la medaglia a casa da un familiare (ne parliamo in un altro articolo).

 

 

“Voglio ringraziare i sindaci che ci hanno consentito di organizzare questa cerimonia a nonostante la pandemia”, ha affermato il massimo rappresentante di governo in Irpinia che, prima della cerimonia, ha voluto ricevere i giornalisti in Prefettura, in una sala dove campeggiava il volto di Giovanni Palatucci, uno dei nostri eroi: un calcolo approssimativo ha stimato in più di 5.000 il numero di persone che Palatucci aiutò a salvarsi dai tedeschi.

“La memoria  – sottolinea Spena – è un filo rosso che ci consente di ricordare gli orrori per non ripetere gli stessi errori, anzi è utile proprio ad unirci nel nome dei valori fondanti e fondamentali della nostra Costituzione: uguaglianza, libertà, giustizia, pace. In giornate come questa, noi trasferiamo la voce di milioni di ebrei che sono morti e di tutte le altre persone che hanno dovuto subire le malefatte del nazismo. In questo momento così difficile, occorre ricordare e ritrovarci a maggior ragione. Ricordare tutti insieme è fondamentale, seppur a distanza. Ad ogni modo, il rispetto dei valori fondanti della Costituzione, è un esercizio che dobbiamo svolgere ogni giorno, non solo oggi”.

Il pericolo e l’incubo del sovranismo sono dietro l’angolo? Per il Prefetto sembra di no. “Direi che l’Italia e l’Europa, oggi, non si connotano per modalità sovraniste così preoccupanti. Anzi, credo che la pandemia sia riuscita a mettere in risalto la coesione che prima era stata messa in crisi. Anche i contesti stanno cambiando, basti pensare agli Stati Uniti. Mi sembra – conclude il Prefetto di Avellino – che rispetto ad un anno fa, le condizioni siano del tutto diverse e che tutto questo ci lascia ben sperare”.