FOTO E VIDEO / “Le donne non sono sole, ci siamo anche noi ragazzi”. Oltre il 25 novembre, finalmente

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“Le donne non sono sole, ci siamo anche noi ragazzi. Noi siamo con le donne, diciamo loro i denunciare. Sempre”. Raffaele, Jonathan e tanti altri. Facce pulite, sveglie, bravi ragazzi. Sono gli studenti dell’Ipseoa (Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione) “Manlio Rossi-Doria” di Avellino diretto dalla professoressa Maria Teresa Cipriano.

Insieme alle studentesse, hanno deciso di iniziare ad abbattere una lunga serie di luoghi comuni. Il primo: si deve parlare di violenza contro le donne sempre, non solo il 25 novembre. E così hanno fatto. Il secondo: la violenza di genere non è una questione che riguarda soltanto l’altro sesso, ma è una faccenda che riguarda tutti, maschi compresi. Riguarda tutti noi e sempre.

“Tutti insieme abbiamo proposto un momento di riflessione perché vogliamo partecipare alle strategie di prevenzione e contrasto di un fenomeno drammatico e frequente”, afferma Alysia, giovane studentessa. “Per questo abbiamo invitato una persona che si sta distinguendo non solo operativamente, nell’attività investigativa e di contrasto agli odiosi e drammatici crimini di genere, ma anche in proficue azioni di informazione, necessarie a far prendere coscienza sul problema”.

Al “Rossi-Doria”, stamane, il maresciallo Francesca Bocchino si è confrontata con gli studenti. Un incontro interessante e partecipato, un momento molto importante. I carabinieri di Avellino sono fortemente impegnati contro la violenza sulle donne.

“Più formazione e più informazione, soprattutto verso i giovani, sono convinta ci permetterà di arginare il fenomeno”, afferma il maresciallo. “Dobbiamo lavorare molto sull’aspetto culturale e generazionale. Oggi vorrei soffermarmi soprattutto sul dato del sommerso, ovvero quelle donne che decidono di non denunciare. E’ ancora troppo alto, parliamo del 65%. Addirittura, il 15% di loro, non ne ha mai parlato con nessuno. Questo significa che la maggior parte delle donne non ritiene efficace il percorso che segue la denuncia e questo è grave. Hanno paura, certo, ma sono anche poco informate, non sanno che oggi hanno dalla loro parte tanti strumenti e meccanismi di aiuto. In molte, ad esempio, hanno paura di perdere i figli minori. Oggi non è più così. I figli non si perdono, i figli possono andare con la mamma che denuncia il marito, l’uomo violento. Occorre ricordare, poi, che una semplice telefonata può salvare una vita. Questo perché gli operatori del 112 sono ormai altamente specializzati, sono ben formati e preparati sull’argomento e possono dare indicazioni importanti da subito”.

“Come carabinieri, ma anche la polizia, abbiamo ottenuto risultati davvero molto importanti. Ma questo perché facciamo parte di una rete vasta, di un meccanismo ben oliato, composto da varie forze in campo e che sono pronte ad intervenire giorno dopo giorno”.

Il maresciallo Bocchino, a questo punto, si ferma e si rivolge agli studenti: “Voi avete una grande responsabilità. Spesso, infatti, sono proprio i figli la forza delle donne, madri, sorelle. La violenza sulle donne è un problema di tutti, ogni donna uccisa, è una sconfitta di tutti”.